"No hay porvenir sin Marx. Sin la memoria y sin la herencia de Marx: en todo caso de un cierto Marx: de su genio, de al menos uno de sus espíritus. Pues ésta será nuestra hipótesis o más bien nuestra toma de partido: hay más de uno, debe haber más de uno." — Jacques Derrida

◆

"Los hombres hacen su propia historia, pero no la hacen a su libre arbitrio, bajo circunstancias elegidas por ellos mismos, sino bajo aquellas circunstancias con que se encuentran directamente, que existen y les han sido legadas por el pasado. La tradición de todas las generaciones muertas oprime como una pesadilla el cerebro de los vivos. Y cuando éstos aparentan dedicarse precisamente a transformarse y a transformar las cosas, a crear algo nunca visto, en estas épocas de crisis revolucionaria es precisamente cuando conjuran temerosos en su auxilio los espíritus del pasado, toman prestados sus nombres, sus consignas de guerra, su ropaje, para, con este disfraz de vejez venerable y este lenguaje prestado, representar la nueva escena de la historia universal" — Karl Marx

14/7/14

Pensare l'attualità di Marx

Karl Marx ✆ Roland Beier
Pierre Dardot   |   Riconoscere "l'attualità di Marx", oggi è diventato di gran moda. Quel che colpisce immediatamente, è che questo riconoscimento, che spesso diventa pura e semplice celebrazione, è ben lontano dall'essere appannaggio dei marxisti desiderosi di leggere, nella violenza della crisi finanziaria, un'eclatante conferma dei pronostici di Marx: fanno altrettanto alcuni partigiani del neoliberismo, lodando la sua chiaroveggenza quasi profetica. Ogni divergenza si gioca intorno al problema di sapere cosa rende attuale Marx: la sua previsione della globalizzazione? O la sua predizione del carattere inevitabile delle crisi periodiche del capitalismo? 

Français
In realtà, per quanto non trascurabile sia, questa divergenza presuppone un accordo fondato sul concetto stesso di "attualità": si dice "attuale" quello che, nel pensiero di un autore del passato, incontra il nostro presente nei termini della conferma o della verifica, e di conseguenza viene accreditato di una certa "attualità". Come si vede, in quest'accezione largamente diffusa, l'attualità implica un rapporto essenziale con la verità: l'attualità di Marx si misura sulla verità dei suoi enunciati sul mondo, tanto sul mondi cui Marx apparteneva quanto sul mondo che per lui era ancora a venire e che oggi è il nostro.
Naturalmente, possiamo, come Alain Badiou, rifiutare la nozione stessa di "attualità", opponendo l'eternità atemporale dell'Idea pura alla verifica degli enunciati per mezzo dell'esperienza, e fare del nome di Marx un semplice "nome proprio", insieme ad altri (Spartacus, Thomas Münzer, Robespierre, Toussaint-Louverture, Blanqui, ecc.). In virtù di tale logica si verrà allora portati a separare il mome di Marx dal pensiero di Marx. Ma per chi prende sul serio il pensiero di Marx e si interroga sulla sua "attualità", è proprio questo concetto di una "attualità-verità" che domanda di essere interrogato, nei suoi stessi fondamenti. 

In effetti, la nozione di attualità si può intendere in due sensi fondamentali. Secondo il primo, massicciamente prevalente, l'attualità si intende rispetto a ciò che è presente in senso temporale, cioè a dire contemporaneo: qualcosa di attuale è qualcosa che è temporalmente presente, che appartiene al presente, più puntuale e perciò più passeggero, di modo che quel che più è attuale è destinato, per definizione, a non durare e a non persistere perché si confonde con il congiunturale: ciò che è attuale oggi diverrà inattuale domani. Nel suo secondo senso (oggi rimosso a favore del primo), l'attualità riguarda ciò che è provvisto di una "forza agente": questo senso, che si impone nella filosofia medievale del XIII secolo, rimanda all'idea di atto, o di attività, contenuta nel termine scolastico di actualitas. Ma l'attualità di quel che è in atto, e non semplicemente in potenza, suggerisce l'idea di completamento, di realizzazione, di modo che l'attualità così concepita differisce profondamente dall'attualità compresa come appartenenza al presente temporale: mentre quel che è attuale nel senso del temporalmente presente, è fondamentalmente incompleto e votato alla scomparsa, quel che è attuale nel senso di "essere-in-atto" (energeia) possiede la perfezione di quello cui non manca niente. Inseguendo fino in fondo questa linea di pensiero, si arriva alla conclusione che solo ciò che è in atto possiede un'attualità. Detto altrimenti, solo quello che viene completato è fornito di una forza agente, e ciò che è solo in potenza è condannato, per contrasto, alla sterilità dell'inattività. 

Quest'idea, si ritrova nella presentazione della "dottrina di Marx", fatta da molti marxisti conseguentemente a Lenin: "è onnipotente perché è giusto", cioè è "coerente", "armonioso e completo". In breve, è al suo completamento, ed al suo essere completato, che il pensiero di Marx dovrebbe la sua singolare "forza agente", la stessa che gli avrebbe permesso di attraversare vittoriosamente la prova del tempo. Si ha, quindi, qui un'idea della verità della dottrina come un tutto completato ed immutabile che garantisce in anticipo l'impossibilità di una "smentita" per mezzo dell'esperienza. Il marxismo ha sempre continuato a giocare su entrambi questi registri: l'attualità atemporale dovuta alla sistematicità interna della dottrina, e l'attualità della verifica empirica della teoria nel presente. Parimenti, non si è esitato a fare della prima attualità, la garante della seconda: se la teoria è sempre verificata, quale che sia il corso degli avvenimenti, e le sorprese della storia effettiva (attualità come conferma per il presente), il motivo non può essere altro che la sua completezza e la sua coerenza interna (attualità come forza agente di ciò che viene completato). Comunque, l'attualità viene pensata a partire dalla verità e in funzione di essa. 

Come va intesa, in queste condizioni, "l'attualità di Marx"? Bisogna decidersi a tagliare il nodo che lega l'attualità alla verità. Non è che ci si debba proibire di procedere a mettere in rapporto questo o quel enunciato con i fatti del nostro presente, e neppure che questo rapporto possa essere illuminante. Per cui possiamo convocare questo passaggio de "La miseria della filosofia", dove Marx distingue, contro Proudhon, la concorrenza dall'emulazione industriale: 
"Oggi, l'emulazione industriale esiste solo in vista del commercio. Ci sono delle fasi nella vita economica dei popoli moderni in cui tutto il mondo viene afferrato da una sorta di vertigine per cui vuole ottenere dei profitti senza produrre. Questa vertigine della speculazione, che ritorna periodicamente, mette a nudo il vero carattere della concorrenza che cerca di sfuggire alla necessità dell'emulazione industriale". 
Va sottolineata la perspicacia di Marx, per meglio evidenziare il fatto che "la vertigine della speculazione", che allora è rimasta sporadica ed intermittente, oggi è diventata la legge suprema del sistema, al punto da superare completamente la necessità della produzione. Questo genere di citazione riveste una certa pertinenza finché non si riduce a celebrare la "verifica" di quest'osservazione di Marx, e quindi la sua "giustezza". Ma qui si tratta di tutt'altra cosa, cioè si tratta dell'attualità di un pensiero come pensiero, e non dell'attualità di un tale o di un tal altro enunciato considerato isolatamente in rapporto ai fatti. Dire che il pensiero di Marx è attuale in quanto tale, cioè che questo pensiero è di per sé attivo nel suo produrre effetti di intellegibilità sul nostro mondo e, correlativamente, sulla nostra propria situazione all'interno di questo mondo. In tal senso, può essere stato elaborato da più di un secolo e appartenere così al passato, relativamente al momento della sua formazione, e al clima intellettuale nel quale è nato, ma questo non impedisce che continui a produrre dei singolari effetti d'intelligenza sul nostro presente. Appartiene al nostro presente per la forza attiva che possiede, in termini di comprensione di tale presente. Sotto quest'aspetto, non è "d'attualità" perché la crisi che attraversiamo lo renderebbe tale, ma è "attuale" in quello che fa sul nostro presente, chiarendoci perché questo è il nostro presente, e non un presente qualunque. 

Da questo punto di vista, la sua attualità rende superflua ogni attualizzazione, o meglio squalifica in anticipo ogni tentativo di attualizzazione: volerlo attualizzare per forza serve proprio a negarne l'attualità. L'attualizzazione consiste nel rendere attuale ciò che non lo sarebbe di per sé stesso, essa rinvia esclusivamente al primo dei due sensi sopra evocati, cioè a dire ad una nozione superficiale dell'attualità che lo ridurrebbe al presente più puntuale, negando al pensiero di Marx quella forza agente che è il punto più alto che gli va riconosciuto. L'attualizzazione di Marx consisterebbe allora nell'aggiunta di elementi estranei al corpo della teoria come inizialmente è stata edificata: in questo modo, si tratterebbe di spiegare dei fenomeni che tale teoria, nel suo primo stato, era incapace di spiegare. Per esempio, si aggiungerà alla teoria marxiana del capitale finanziario, un certo numero di elementi che permettano di aggiornarla (per tener conto del carattere sistemico della speculazione, per esempio): si darà così l'illusione di colmare il ritardo della teoria sul corso degli avvenimenti storici. Sotto quest'aspetto, le cose si presentano un po' alla maniera in cui la cosmologia di Tolomeo cercava di render conto delle nuove osservazioni sulla traiettoria irregolare dei pianeti: si aggiungeva allora al quadro teorico ereditato da Aristotele (i pianeti erano attaccati alle sfere celesti il cui centro era la Terra) l'ipotesi di piccoli cerchi, chiamati "epicicli", sui quali i pianeti venivano piazzati e che avrebbero avuto il loro centro sulla superficie delle sfere celesti. Si otteneva così quella che si potrebbe chiamare un'attualizzazione per "complementazione". Inteso in qualche modo, un tale tentativo non avviene senza presupporre una certa rappresentazione della teoria come blocco omogeneo: perché in effetti è quello che è omogeneo a modo suo che avrebbe bisogno di essere completato, di modo da poter essere di nuovo efficiente. In questo modo, si salva la sua coerenza per mezzo dell'attualizzazione. 

Per certi aspetti, l'althusserismo è stato un tentativo particolarmente sofisticato di attualizzazione, sotto la forma, almeno all'inizio, di un'attualizzazione negata che si dava per mezzo di una semplice "complementazione filosofica". L'ambizione dichiarata, era quella di fabbricare, al posto di Marx e per mezzo di lui, una filosofia adeguata alla sua opera che Marx non era stato in grado di produrre: "quanto a noi, abbiamo pensato che egli non professava l'attuale filosofia, nella sua ricerca. Quello che abbiamo cercato di fare quando abbiamo tentato di dare a Marx una filosofia che permettesse la sua comprensione: quella del Capitale, quella del suo pensiero economico, politico e storico". Si verifica così che questo progetto non rimette minimamente in discussione il presupposto di una coerenza forte dell'opera: la complementazione riguarda "solamente", se si può dire, la filosofia atta a riflettere tale coerenza del lavoro scientifico, che sarebbe valida già di per sé ma che richiederebbe una "necessità dimostrativa".

In definitiva, il marxismo ha esitato fra due grandi atteggiamenti. Il primo ha consistito nel sostenere la teoria per mezzo di ipotesi ausiliarie destinate a rimediare alle sue lacune più clamorose, di modo di salvare la sua coerenza d'insieme. Il secondo atteggiamento ha consistito nel rifiutare energicamente ogni attualizzazione in nome di questa stessa coerenza, compresa come una completezza definitiva. In quest'ultima ottica, si continuerà ostinatamente a chiedere agli avvenimenti presenti, una conferma dei pronostici formulati dalla teoria, dagli inizi, rifiutando ogni proposta di attualizzazione come facente parte di una forma di "revisionismo" travestito. Per esempio, si chiederà alla violenza dell'attuale crisi mondiale di confermare il pronostico secondo il quale il capitalismo lavora da sé stesso al proprio superamento. Il marxismo, da troppo tempo ci ha abituati a questo atteggiamento, anche se alcuni sono tentati di riprendere a loro vantaggio questo genere di discorsi. Quel che importa sottolineare è che quest'atteggiamento "dogmatico" condivide con il primo atteggiamento, il presupposto di una teoria intesa come blocco omogeneo. Ciò che qui è in causa è, né più né meno, il marxismo stesso, vale a dire un certo rapporto col pensiero di Marx, che consiste nel dotare quest'ultimo di una coerenza immaginaria. Non basta perciò affermare con Etienne Balibar che "tutti i marxismi sono diventati immaginari", ma bisogna arrivare a dire che tutti i marxismi sono sempre stati immaginari, perché essi sono immaginari per definizione. E' perfettamente vano pretendere che non si è mai visto un marxismo, ma che sono "mille marxismi" che sono fioriti nell'ultimo periodo, testimoniando così della "vitalità" della ricerca marxista: la metafora floreale nasconde malamente la frode rappresentata da questa tattica disperata della "pluralizzazione" del marxismo, che consiste nello schivare il compito critico che è quello di domandare ai testi che cosa ne sia di questa "unità" problematica attribuita a Marx da ciascuna versione del marxismo.

La differenza fra i due atteggiamenti che sono appena stati menzionati, uno "dogmatico" e l'altro "revisionista", è che il secondo tenta un'attualizzazione che colmi il ritardo della dottrina sull'attualità in senso temporale, mentre il primo sollecita l'attualità in senso temporale chiedendole di confermare la verità senza tempo della dottrina. Ma in entrambi i casi manca quello che rende attuale un pensiero, cioè quella forza che produce nel e sul presente degli effetti d’intelligenza. All'occorrenza, quest'attualità è dovuta alle tensioni che gli impediscono di chiudersi completamente su sé stesso in quella coerenza invulnerabile propria di una dimostrazione riuscita. l'attualità del pensiero di Marx è perciò l'attualità della tensione che la travaglia, non l'attualità di una dottrina "onnipotente perché giusta" che renderebbe conto in anticipo del corso degli avvenimenti. La difficoltà della nostra situazione, "la croce del nostro presente" (per dirla con Hegel) è la stessa che Marx ha affrontato teoricamente senza mai riuscire a superarla. L'attualità del pensiero di Marx risiede perciò nel fatto che la tensione teorica interiore che non ha cessato di animarlo, ha preso oggi, per noi, il senso pratico di in compito da cui nessuna "necessità storica" può esentarci. Paradossalmente, si è arrivati all'idea che l'attualità di questo pensiero non risiede nella forza di una completezza, ma nella forma singolare di un'incompletezza, e per di più di un'incompletezza non accidentale, ma essenziale, ossia nella forma singolare della sua "incompletabilità". Si sa che Marx amava evocare la figura di Frenhofer, il vecchio maestro de "Il capolavoro sconosciuto" di Balzac il quale lavora costantemente sul suo quadro senza riuscire a completarlo. Tuttavia, se Marx, a differenza di Frenhofer, non arriva a completare la sua opera, ciò non avviene a causa di un'esigenza di perfezione impossibile da soddisfare, ma a causa dell'irriducibile tensione che non cessa mai e che fa lavorare il suo pensiero. Il Capitale non è la Belle Noiseuse della critica dell'economia politica, ma il titolo di un'opera votata, in quanto opera, all'incompletezza dovuta all'impossibilità del progetto che le ha dato origine. L'attualità di Marx non è direttamente proporzionale alla sua completezza come dottrina coerente ed unificata, è di un ordine diverso da quello della verità, risiede propriamente nella forza agente di un'incompletezza che continua sempre a farci pensare.

http://francosenia.blogspot.com/







http://variations.revues.org/



◆ El que busca, encuentra...

“Todo lo sólido se desvanece en el aire; todo lo sagrado es profano, y los hombres, al fin, se ven forzados a considerar serenamente sus condiciones de existencia y sus relaciones recíprocas” — Karl Marx

Not@s sobre Marx, marxismo, socialismo y la Revolución 2.0

— Notas notables
◆ Cecilia Feijoo: Apuntes sobre el Concepto de Revolución Burguesa en Karl Marx — Red Diario Digital
◆ Moishe Postone: Il compito della teoria critica oggi: Ripensare la critica del capitalismo e dei suoi futuri — Blackblog Franco Senia
◆ Pierre-Yves Quiviger: Marx ou l'élimination des inégalités par la révolution — Le Point
◆ Hernán Ouviña: Indigenizar el marxismo — La Tinta
◆ Emmanuel Laurentin: Les historiens américains et Karl Marx — France Culture
◆ Adèle Van Reeth: Le Capital de Karl Marx: La fabrique de la plus-value — France Culture
◆ Manuel Martínez Llaneza: Reproches a Marx acerca de El Capital (Bajo la égida de Friedrich Engels) — Rebelión
◆ Victoria Herrera: Marx y la historia — Buzos
◆ Alejandro F. Gutiérrez Carmona: La vigencia del pensamiento marxista — Alianza Tex
◆ Víctor Arrogante: El Capital y las aspiraciones de la clase trabajadora — Nueva Tribuna
◆ Mauricio Mejía: Karl Marx, el poeta de la mercancía — El Financiero
◆ Emmanuel Laurentin: Karl Marx à Paris: 1843-1845 — France Culture
◆ Jacinto Valdés-Dapena Vivanco: La teoría marxista del Che Guevara — Bohemia
◆ Aldo Casas: El marxismo como herramienta para la lucha — La necesidad de la formación en la militancia — La Tinta
◆ Evald Vasiliévich Iliénkov: La dialéctica de lo abstracto y lo concreto en El Capital de Marx — Templando el Acero
◆ Vincent Présumey: Suivi des écrits de Karl Marx / 1837-1848 - Part I, Part II, Part III & Part IV — Mediapart
◆ Roman Rosdolky: Marx ésotérique et Marx exotérique — Palim Psao
◆ Lepotier: Marx, Marxisme, Cui bono? — Bella Ciao
◆ Andrea Vitale: La critica di Pareto a Marx: una abborracciatura — Operai e Teoria
◆ Annelie Buntenbach: Marx provides us with a glimpse behind the scenes of capitalism — Marx 200
◆ Antoni Puig Solé: La Ley del Valor y la ecología en Marx — Lo que somos
◆ Vladimiro Giacché: Note sui significati di "Libertà" nei Lineamenti di Filosofia del Diritto di Hegel — Il Comunista
◆ Salvador López Arnal: Manuel Sacristán (1925-1985) como renovador de las tradiciones emancipatorias — Rebelión
◆ Paúl Ravelo Cabrera: Marx, Derrida, el Gesto Político y la supercapitalización mundial — Scribb
◆ Dino Greco: In difesa del marxismo — Sollevazione
◆ Alberto Quiñónez: Arte, praxis y materialismo histórico — Rebelión
◆ Josefina L. Martínez: Feminismo & Socialismo marxista - Eleanor Marx, la cuestión de la mujer y el socialismo — Rebelión
◆ John Bellamy Foster: Marx y la fractura en el metabolismo universal de la naturaleza — Scribb
◆ José Manuel Bermudo Ávila: Concepto de Praxis en el joven Marx — Scribb
◆ Carlos Oliva Mendoza: Adolfo Sánchez Vázquez: ¿marxismo radical o crítica romántica? — InfoLibre
◆ Bernardo Coronel: ¿El marxismo es una ciencia? — La Haine
◆ Sylvain Rakotoarison: Le capitalisme selon Karl Marx — Agora Vox

— Notas y comentarios sobre El Capital
◆ António Ferraz: Os 150 anos do livro ‘O Capital’, de Karl Marx — Correio do Minho
◆ Horacio Tarcus: Traductores y editores de la “Biblia del Proletariado” - Parte I & Parte II — Memoria
◆ Emmanuel Laurentin: Le Capital, toujours utile pour penser la question économique et sociale? — France Culture
◆ J.M. González Lara: 150 años de El Capital — Vanguardia
◆ Roberto Giardina: Il Capitale di Marx ha 150 anni — Italia Oggi
◆ Alejandro Cifuentes: El Capital de Marx en el siglo XXI — Voz
◆ Marcela Gutiérrez Bobadilla: El Capital, de Karl Marx, celebra 150 años de su edición en Londres — Notimex
◆ Mario Robles Roberto Escorcia Romo: Algunas reflexiones sobre la vigencia e importancia del Tomo I de El Capital — Memoria
◆ Antoni Puig Solé: El Capital de Marx celebra su 150° aniversario — Lo que Somos
◆ Jorge Vilches: El Capital: el libro de nunca acabar — La Razón
◆ Carla de Mello: A 150 años de El Capital, la monumental obra de Karl Marx — Juventud Socialista del Uruguay
◆ Rodolfo Bueno: El Capital cumple 150 años — Rebelión
◆ Diego Guerrero: El Capital de Marx y el capitalismo actual: 150 años más cerca — Público
◆ José Sarrión Andaluz & Salvador López Arnal: Primera edición de El Capital de Karl Marx, la obra de una vida — Rebelión
◆ Sebastián Zarricueta: El Capital de Karl Marx: 150 años — 80°
◆ Marcello Musto: La durezza del 'Capitale' — Il Manifesto
◆ Esteban Mercatante: El valor de El Capital de Karl Marx en el siglo XXI — Izquierda Diario
◆ Michael Roberts: La desigualdad a 150 años de El Capital de Karl Marx — Izquierda Diario
◆ Ricardo Bada: El Capital en sus 150 años — Nexos
◆ Christoph Driessen: ¿Tenía Marx razón? Se cumplen 150 años de edición de El Capital — El Mundo
◆ Juan Losa: La profecía de Marx cumple 150 años — Público
◆ John Saldarriaga: El Capital, 150 años en el estante — El Colombiano
◆ Katia Schaer: Il y a 150 ans, Karl Marx publiait ‘Le Capital’, écrit majeur du 20e siècle — RTS Culture
◆ Manuel Bello Hernández: El Capital de Karl Marx, cumple 150 años de su primera edición — NotiMex
◆ Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge
◆ Jérôme Skalski: Lire Le Capital, un appel au possible du XXIe siècle - L’Humanité
◆ Sebastiano Isaia: Il Capitale secondo Vilfredo Pareto — Nostromo

— Notas y reportajes de actualidad
◆ Román Casado: Marx, Engels, Beatles, ese es el ritmo de Vltava — Radio Praga
◆ María Gómez De Montis: El Manifiesto Comunista nació en la Grand Place — Erasmus en Flandes
◆ Enrique Semo: 1991: ¿Por qué se derrumbó la URSS? — Memoria
◆ Michel Husson: Marx, un économiste du XIXe siècle? A propos de la biographie de Jonathan Sperber — A L’Encontre
◆ César Rendueles: Todos los Marx que hay en Marx — El País
◆ Alice Pairo: Karl Marx, Dubaï et House of cards: la Session de rattrapage — France Culture
◆ Sebastián Raza: Marxismo cultural: una teoría conspirativa de la derecha — La República
◆ Samuel Jaramillo: De nuevo Marx, pero un Marx Nuevo — Universidad Externado de Colombia
◆ Sergio Abraham Méndez Moissen: Karl Marx: El capítulo XXIV de El Capital y el “descubrimiento” de América — La Izquierda Diario
◆ Joseph Daher: El marxismo, la primavera árabe y el fundamentalismo islámico — Viento Sur
◆ Francisco Jaime: Marxismo: ¿salvación a través de la revolución? — El Siglo de Torreón
◆ Michel Husson: Marx, Piketty et Aghion sur la productivité — A l’encontre
◆ Guido Fernández Parmo: El día que Marx vio The Matrix — Unión de Trabajadores de Prensa de Buenos Aires
◆ Cest: Karl Marx y sus "Cuadernos de París" toman vida con ilustraciones de Maguma — El Periódico
◆ Leopoldo Moscoso: 'Das Kapital': reloading... — Público
◆ Laura "Xiwe" Santillan: La lucha mapuche, la autodeterminación y el marxismo — La Izquierda Diario
◆ José de María Romero Barea: Hölderlin ha leído a Marx y no lo olvida — Revista de Letras
◆ Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge Morlai
◆ Francisco Cabrillo: Cómo Marx cambió el curso de la historia — Expansión
◆ El “Dragón Rojo”, en Manchester: Cierran el histórico pub donde Marx y Engels charlaban "entre copa y copa" — BigNews Tonight
◆ Marc Sala: El capitalismo se come al bar donde Marx y Engels debatían sobre comunismo — El Español

— Notas sobre debates, entrevistas y eventos
◆ Fabrizio Mejía Madrid: Conmemoran aniversario de la muerte de Lenin en Rusia — Proceso
◆ Segundo Congreso Mundial sobre Marxismo tendrá lugar en Beijing — Xinhua
◆ Debate entre Andrew Kliman & Fred Moseley — Tiempos Críticos
◆ David McNally & Sue Ferguson: “Social Reproduction Beyond Intersectionality: An Interview” — Marxismo Crítico
◆ Gustavo Hernández Sánchez: “Edward Palmer Thompson es un autor que sí supo dar un giro copernicano a los estudios marxistas” — Rebelión
◆ Alberto Maldonado: Michael Heinrich en Bogotá: El Capital de Marx es el misil más terrible lanzado contra la burguesía — Palabras al Margen
◆ Leonardo Cazes: En memoria de Itsván Mészáros — Rebelión (Publicada en O Globo)
◆ Entrevista con István Mészáros realizada por la revista persa Naghd’ (Kritik), el 02-06-1998: “Para ir Más allá del Capital” — Marxismo Crítico
◆ Rosa Nassif: “El Che no fue solo un hombre de acción sino un gran teórico marxista” — Agencia de Informaciones Mercosur AIM
◆ Entrevista a Juan Geymonat: Por un marxismo sin citas a Marx — Hemisferio Izquierdo
◆ Juliana Gonçalves: "El Capital no es una biblia ni un libro de recetas", dice José Paulo Netto [Português ] — Brasil de Fato
◆ Entrevista a Michael Heinrich: El Capital: una obra colosal “para desenmascarar un sistema completo de falsas percepciones” — Viento Sur
◆ Alejandro Katz & Mariano Schuster: Marx ha vuelto: 150 años de El Capital. Entrevista a Horacio Tarcus — La Vanguardia
◆ Salvador López Arnal: Entrevista a Gustavo Hernández Sánchez sobre "La tradición marxista y la encrucijada postmoderna" — Rebelión
◆ Jorge L. Acanda: "Hace falta una lectura de Marx que hunda raíces en las fuentes originarias del pensamiento de Marx" — La Linea de Fuego

— Notas sobre Lenin y la Revolución de Octubre
◆ Guillermo Almeyra: Qué fue la Revolución Rusa — La Jornada
◆ Jorge Figueroa: Dos revoluciones que cambiaron el mundo y el arte — La Gaceta
◆ Gilberto López y Rivas: La revolución socialista de 1917 y la cuestión nacional y colonial — La Jornada
◆ Aldo Agosti: Repensar la Revolución Rusa — Memoria
◆ Toni Negri: Lenin: Dalla teoria alla pratica — Euronomade
◆ Entretien avec Tariq Ali: L’héritage de Vladimir Lénine — Contretemps
◆ Andrea Catone: La Rivoluzione d’Ottobre e il Movimento Socialista Mondiale in una prospettiva storica — Marx XXI
◆ Michael Löwy: De la Revolución de Octubre al Ecocomunismo del Siglo XXI — Herramienta
◆ Serge Halimi: Il secolo di Lenin — Rifondazione Comunista
◆ Víctor Arrogante: La Gran Revolución de octubre — El Plural
◆ Luis Bilbao: El mundo a un siglo de la Revolución de Octubre — Rebelión
◆ Samir Amin: La Revolución de Octubre cien años después — El Viejo Topo
◆ Luis Fernando Valdés-López: Revolución rusa, 100 años después — Portaluz
◆ Ester Kandel: El centenario de la Revolución de octubre — Kaos en la Red
◆ Daniel Gaido: Come fare la rivoluzione senza prendere il potere...a luglio — PalermoGrad
◆ Eugenio del Río: Repensando la experiencia soviética — Ctxt
◆ Pablo Stancanelli: Presentación el Atlas de la Revolución rusa - Pan, paz, tierra... libertad — Le Monde Diplomatique
◆ Gabriel Quirici: La Revolución Rusa desafió a la izquierda, al marxismo y al capitalismo [Audio] — Del Sol

— Notas sobre la película “El joven Karl Marx”, del cineasta haitiano Raoul Peck
◆ Eduardo Mackenzie:"Le jeune Karl Marx ", le film le plus récent du réalisateur Raoul Peck vient de sortir en France — Dreuz
◆ Minou Petrovski: Pourquoi Raoul Peck, cinéaste haïtien, s’intéresse-t-il à la jeunesse de Karl Marx en 2017? — HuffPost
◆ Antônio Lima Jûnior: [Resenha] O jovem Karl Marx – Raoul Peck (2017) — Fundaçâo Dinarco Reis
◆ La película "El joven Karl Marx" llegará a los cines en el 2017 — Amistad Hispano-Soviética
◆ Boris Lefebvre: "Le jeune Karl Marx": de la rencontre avec Engels au Manifeste — Révolution Pernamente

— Notas sobre el maestro István Mészáros, recientemente fallecido
◆ Matteo Bifone: Oltre Il Capitale. Verso una teoria della transizione, a cura di R. Mapelli — Materialismo Storico
◆ Gabriel Vargas Lozano, Hillel Ticktin: István Mészáros: pensar la alienación y la crisis del capitalismo — SinPermiso
◆ Carmen Bohórquez: István Mészáros, ahora y siempre — Red 58
◆ István Mészáros: Reflexiones sobre la Nueva Internacional — Rebelión
◆ Ricardo Antunes: Sobre "Más allá del capital", de István Mészáros — Herramienta
◆ Francisco Farina: Hasta la Victoria: István Mészáros — Marcha
◆ István Mészáros in memoriam : Capitalism and Ecological Destruction — Climate & Capitalism.us