"No hay porvenir sin Marx. Sin la memoria y sin la herencia de Marx: en todo caso de un cierto Marx: de su genio, de al menos uno de sus espíritus. Pues ésta será nuestra hipótesis o más bien nuestra toma de partido: hay más de uno, debe haber más de uno." — Jacques Derrida

30/4/14

Costanzo Preve & Diego Fusaro: Esempi di un marxismo bifronte?

Jacopo E. Milani  |  Le riflessioni di Costanzo Preve e Diego Fusaro pongono indubbiamente le premesse di un percorso originale. Esse portano all’attenzione della scena culturale italiana il pensiero di Marx, attualizzandolo e interpretandolo come filosofo idealista, seguace di Hegel e superatore di Fichte, fondatore di un sistema di pensiero e di un’ideologia che rimette al centro della storia un attore collettivo – la classe o, nel caso di questi ultimi epigoni di Marx, la comunità – che supera il ruolo di quella borghesia che ha rivoluzionato il sistema politico ed economico creandone uno proprio, su base individualistica, finalizzato a un’infinita accumulazione di ricchezze: il capitalismo.

Preve, nel suo Elogio del Comunitarismo (Controcorrente edizioni, 2006), evidenzia i passaggi che hanno portato il capitalismo a essere dominante dopo il crollo dell’Urss, con il trionfo del sistema di mercato e la sua riorganizzazione su scala mondiale, attraverso la globalizzazione e la delocalizzazione produttiva. Per rendere efficiente e solido il progetto, Stati Uniti e Paesi europei hanno adeguato l’offerta politica, rimodellando le proposte elettorali: niente più partiti ideologicamente fondati nel
secolo scorso ma nuove formazioni in linea con il neoliberismo.

Per questo motivo, ogni distinzione politica si affievolisce, fino a creare un quadro in cui parlare di partiti di destra e di sinistra non ha più senso. Preve critica anche la sinistra riformista, che a suo parere ha fornito alcuni concetti strumentali all’attuale sistema, come il pacifismo, ritualizzato allo scopo di perdere ogni senso e poter divenire sostegno di guerre imperialiste chiamate ‘missioni di pace’.

Egli intraprende una storia della filosofia in cui si vuole dimostrare che l’oggetto delle riflessioni del pensiero occidentale, da Anassagora a Socrate, da Platone ad Aristotele, da Tommaso d’Aquino a Kant e Hegel, è stata l’idea di Comunità, di Verità derivante dai principi su cui tale comunità è fondata, e di critica verso le forze dissolutrici provenienti dall’individualismo e dai tentativi operati, nel corso della storia, di anteporre gli interessi particolari di singoli o di fazioni a quelli della comunità, intesa come coesa e compatta. Come i sofisti Protagora e Gorgia, contestati da Socrate per il loro relativismo, e per avere venduto la filosofia ai giovani ricchi ateniesi per addestrarsi a imporre l’opinione conveniente ai propri interessi particolari invece di puntare alla verità e al bene della comunità.

Allo stesso modo, secondo Preve, l’illuminismo che ispirò le rivoluzioni borghesi ebbe anche il risultato di fondare un sistema di pensiero su una critica individualistica, su cui poi si sostenne e si rafforzò il sistema economico capitalista e i sistemi politici successivi; in questo contesto, Fichte, Hegel e Marx avrebbero rappresentato una reazione comunitaria che ha completato questo tipo di analisi, rimettendo un soggetto collettivo al centro di un progetto politico: la nazione tedesca per il primo, lo Stato etico per il secondo, il proletariato per il terzo, che attraverso la rivoluzione avrebbe dovuto superare il capitalismo e ricomporre gli uomini in una società senza classi. In questo obiettivo il comunismo novecentesco ha tuttavia fallito, aprendo la strada al trionfo del capitalismo borghese, ove la merce è diventa misura e scopo di qualsiasi azione umana, e il liberalismo la propaganda di un sistema di dominio che riesce a mantenersi, consolidando i consensi tra le masse, grazie prevalentemente all’ipostatizzazione del concetto di democrazia, intesa non come l’idea derivata da quel percorso che dalle rivoluzioni borghesi arriva agli Stati di diritto, ma come un’allegoria che rappresenta i sistemi di governo esistenti, oligarchie per le quali il suffragio universale vale come plebiscito a difesa di un’economia di mercato altrettanto illusoriamente libera. Allo stesso modo vale l’uso dei diritti dell’uomo, portati come vessillo per politiche imperialiste.

In seguito a queste riflessioni Preve sottopone a una critica minuziosa il marxismo che, proprio perché costituitosi a seguito delle successive sistematizzazioni del pensiero del filosofo di Treviri, da sistema di pensiero filosofico viene trasformato in una ideologia politica materialistica: convertita come prassi nell’Urss, o nei partiti socialdemocratici – il socialismo ‘degli impiegati’ di Kautsky e Bebel – o nelle riflessioni degli ‘sradicati’, che hanno trasformato la lotta di classe in una emancipazione totale dell’individuo dalla propria comunità, rappresentando quella linea di pensiero che da Marcuse a Toni Negri arriva alla sinistra dei giorni nostri e che rappresenta, proprio per questo suo aspetto, uno dei sostegni migliori del capitalismo stesso.

Diego Fusaro, che si presenta al pubblico come uno degli allievi più stretti di Preve, si è fatto conoscere sia per una carriera da enfant prodige nel mondo accademico italiano, collezionando alla giovane età di trent’anni una decina di saggi filosofici e un posto di assistente all’Università San Raffaele di Milano, sia per il successo che la sua figura di intellettuale dissidente sta riscuotendo in certi ambiti dell’opinione pubblica, rendendolo uno dei punti di riferimento di quei movimenti politici che cercano di proporre un euroscetticismo di sinistra. In anni in cui la crisi economica partita dagli Stati Uniti arriva a investire i Paese europei e alcuni intellettuali riscoprono Marx, Fusaro pubblica Bentornato, Marx! (Bompiani, 2009), opera nella quale ripercorre il pensiero del filosofo tedesco seguendo le orme di Preve, consolidando e ampliando intuizioni che erano rimaste ai margini del mondo culturale. Con un lavoro minuzioso tende un filo rosso con il quale riunisce tutte le opere del pensatore di Treviri, da quelle della gioventù, come La questione ebraica, alle collaborazioni con Engels, come il Manifesto del partito comunista, ai Grundrisse e al mastodontico Il Capitale, in un’opera tra la biografa e la storia della filosofia, ed estrae il pensiero di Marx dalle numerose interpretazioni e dai numerosi complementi che, nel corso dei decenni, i pensatori che a lui si sono ricondotti hanno sviluppato e che, secondo il giovane filosofo torinese, rappresentano delle deviazioni dal pensiero originale – naturalmente, anche questa di Fusaro non è altro che una interpretazione di Marx.

Nel successivo Minima Mercatalia (Bompiani, 2012), Fusaro arricchisce l’interpretazione della storia della filosofia di Preve utilizzando le stesse tesi e le stesse argomentazioni, ma soffermandosi maggiormente sul pensiero degli autori a cui fa riferimento per dimostrare la validità della posizione adottata; secondo le medesime premesse, Fusaro trae le basi per una riproposizione del pensiero di Marx che possa andare oltre le prospettive teoriche e approdare a una prospettiva su base comunitaria.

Ma gli interventi per i quali il giovane allievo di Preve è maggiormente conosciuto ai suoi lettori e, più recentemente, agli appassionati di Youtube, sono le critiche serrate al mondo politico e culturale della sinistra italiana, con l’interpretazione, per esempio, del Sessantotto come trionfo dell’etica della ribellione contro ogni limite e norma di etica comunitaria, e del capitalismo odierno come trionfo della ribellione sessantottina.

Fusaro non risparmia strali ad alcuna proposta politica riformista, dal Pd al partito di Vendola a quello di Ferrero, né ai più popolari temi che essi hanno sempre portato avanti, dalla lotta per la laicità dello Stato, a quella per i diritti civili della minoranza omosessuale, all’antifascismo e alla lotta contro Silvio Berlusconi. Esprime invece spesso simpatie per una riproposizione da zero di un programma marxista anticapitalista e si avvicina a politiche di tipo neokeynesiano, come base di un progetto volto alla ricostruzione di una presenza forte dello Stato nell’economia.

Negli articoli della rivista online Lo Spiffero critica la lotta all’omofobia, concretizzatasi con una proposta di legge per rendere giuridicamente valida una forma di matrimonio omosessuale che, a suo dire, attenta allo status della famiglia tradizionale, baluardo dei vincoli etici che frenano i disvalori del libero mercato. Allo stesso modo contesta la lotta per la laicità dello Stato, perché combattendo la metafisica religiosa in ragione della scienza vista come unica conoscenza valida, essa finisce per contrastare l’unica forza etica in grado di contrapporsi allo strapotere dell’economia, e produce un rafforzamento dell’individualismo a scapito del senso di comunità. Non vengono tralasciati due temi fondamentali, derivanti da decenni di lotta politica: l’antifascismo, che Fusaro considera inutile in assenza del regime mussoliniano e che, come lo speculare anticomunismo, è stato funzionale a bloccare il dibattito politico in schieramenti di destra e di sinistra tra loro intercambiabili per programma politico e strategie; e la lotta politica a Silvio Berlusconi, affiancata dalla difesa del leader in senso garantista, altrettanto funzionale sia a bloccare l’elettorato sui due partiti politici maggiori, con il pretesto del voto utile, sia a promuovere una lotta politica non più in confitto con il sistema ma in difesa delle sue forme e leggi, di cui la sinistra, un tempo contrapposizione, ne è divenuta forza custode e più pienamente rappresentativa.

Secondo Fusaro, come prima per Preve, occorre una strategia di uscita dall’Unione europea e dal sistema valutario dell’euro, da entrambi considerato il principale strumento con cui il grande Capitale, specialmente finanziario, riesce a controllare le politiche dei Paesi per piegarle ai propri interessi, e a scindere la cittadinanza da qualsiasi senso di comunità che possa coinvolgerla nella partecipazione democratica. Per questo, la lotta all’Unione europea e all’euro trova un complemento nella ricostituzione di Stati nazione, con pieno controllo sull’economia interna e in cui la comunità nazionale possa essere ricostituita come ente concreto, in un’idea di comunità viva prima di tutto dal punto di vista culturale, nella quale i cittadini possano essere parti attive e attore storico, e non più consumatori alienati funzionali agli interessi del capitalismo.

Le critiche poste alla sinistra riformista odierna, che non lotta per questo tipo di obiettivi e viene dunque accusata di essere finta opposizione funzionale alla globalizzazione, unite all’ambizione di rifondare i vecchi Stati nazione e a un concetto di comunità culturale, oltre che una posizione antagonista rispetto all’imperialismo americano, trovano simpatie nell’ambito dell’estrema destra e dei nuovi populismi che hanno avuto effettivamente contatti con Costanzo Preve. È possibile trovarne esempio in diverse occasioni di dialogo, la più fitta delle quali raccolta nel volume Il paradosso de Benoist (edizioni Settimo Sigillo, 2006), che contiene il dibattito intercorso tra Preve e l’anziano,controverso, pensatore  francese; in esso Preve riconosce l’originalità di quest’ultimo, la sua irriducibilità alle categorie tradizionali di destra e sinistra, e naturalmente l’interesse per le prospettive anticapitaliste, derivato però da influenze di Nietzsche e Heidegger.

Viene quindi tratteggiata una figura tutto sommato positiva di un intellettuale a cui si ispirano partiti come il Bloc Identitaire o l’ala del Front National di Marine Le Pen vicina a Alain Soral, realtà politiche che sotto la maschera di una lotta per le autonomie regionali, e con la motivazione di salvaguardare l’ambiente e la cultura francese da un capitalismo distruttivo, vorrebbero rendere nuovamente attuali le proposte di comunità su base etno-culturale, proponendo la creazione di una democrazia strettamente limitata ai cittadini appartenenti alla cultura locale dominante ed emarginando di conseguenza gli stranieri, tra l’altro in un Paese già fortemente popolato da una cittadinanza multietnica.

Qualche tempo dopo Preve esprime le sue simpatie populiste in maniera più esplicita, annunciando, in occasione delle ultime elezioni francesi, la sua preferenza per Marine Le Pen; egli decide dunque di anteporre alle proprie titubanze per una proposta politica dal passato e dal presente dichiaratamente conservatore e xenofobo, la propria fiducia per la posizione anticapitalista, localista ed euroscettica della candidata francese.

L’approccio di Preve e Fusaro al di là della destra e della sinistra, che trova molte simpatie tra militanti populisti e nazionalisti, come la Lega Nord, è stato criticato dagli intellettuali dell’area progressista o di sinistra in quanto ‘rossobruno’, ossia ibrido tra propaganda di sinistra e contenuti di destra, utile per diffondere idee neofasciste tra la militanza e l’area di sinistra.

Realtà rossobrune esistono da sempre nella storia dell’estrema destra, Aleksandr Dugin e Claudio Mutti, per esempio, che sono stati interlocutori di Preve, attraverso il progetto Eurasia e l’organizzazione del Campo Antimperialista in occasione delle guerre in Libia e in Siria, uniscono una lotta all’imperialismo americano a un progetto federativo paneuropeo basato sulla collaborazione in senso protezionista, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista di politica interna, mirato alla ‘difesa delle tradizioni’ in luogo della difesa della purezza etnica. Esistono poi i casi del movimento Stato e Potenza di Stefano Bonilauri, che al pari coniuga politiche nazionaliste a un programma di tipo stalinista filorusso e filocinese, e del movimento Comunismo e Comunità di Maurizio Neri, che si riferisce direttamente alle tesi di Preve o dell’intellettuale francese Alain Soral, che con il suo movimento Égalité et Réconciliation cerca appunto di unire tesi socialiste e patriottismo in un endorsement innovativo al Front National.

In realtà Preve e Fusaro, pur condividendo, più o meno esplicitamente, il pensiero e le prospettive dei vari partiti populisti che hanno incrociato il loro cammino, non hanno mai sposato in maniera evidente una visione nazionalista o tradizionalista, non uscendo mai troppo dal solco di quello che l’esegesi marxiana ha potuto permettere loro. Dato il breve periodo di tempo in cui questo fenomeno è riuscito a svilupparsi e ad attrarre interlocutori, è ancora prematuro dare un giudizio. È pur vero tuttavia che lascia perplessi una lettura di Marx che, per purificarne il pensiero, esclude la ripresa di tutto un precedente portato illuminista e socialista da cui Marx, come sostiene anche Hobsbawm, ha preso spunto per criticare i contemporanei. Inoltre, parlare di sovranità nazionale e fondare su una lotta comunitaria la propria proposta, senza specificare su quale tipo di comunità e su quali valori si fonda questa lotta, e allo stesso tempo non valutare l’ipotesi di una comunità fondata su liberté, égalité, fraternité e sui diritti dell’uomo, significa lasciare un vuoto importante che altri possono riempire con elementi di estrema destra.

◆ El que busca, encuentra...

Not@s sobre Marx, marxismo, socialismo y la Revolución 2.0

— Notas notables
Moishe Postone: Il compito della teoria critica oggi: Ripensare la critica del capitalismo e dei suoi futuri — Blackblog Franco Senia
Pierre-Yves Quiviger: Marx ou l'élimination des inégalités par la révolution — Le Point
Hernán Ouviña: Indigenizar el marxismo — La Tinta
Emmanuel Laurentin: Les historiens américains et Karl Marx — France Culture
Adèle Van Reeth: Le Capital de Karl Marx: La fabrique de la plus-value — France Culture
Manuel Martínez Llaneza: Reproches a Marx acerca de El Capital (Bajo la égida de Friedrich Engels) — Rebelión.es
Victoria Herrera: Marx y la historia — Buzos
Alejandro F. Gutiérrez Carmona: La vigencia del pensamiento marxista — Alianza Tex
Víctor Arrogante: El Capital y las aspiraciones de la clase trabajadora — Nueva Tribuna
Mauricio Mejía: Karl Marx, el poeta de la mercancía — El Financiero
Emmanuel Laurentin: Karl Marx à Paris: 1843-1845 — France Culture
Jacinto Valdés-Dapena Vivanco: La teoría marxista del Che Guevara — Bohemia
Aldo Casas: El marxismo como herramienta para la lucha — La necesidad de la formación en la militancia — La Tinta
Héctor Salazar: Marx, dos aspectos fundamentales en su desarrollo: dialéctica y tránsito del idealismo al materialis — Marx desde Cero
Evald Vasiliévich Iliénkov: La dialéctica de lo abstracto y lo concreto en El Capital de Marx — Templando el Acero
Vincent Présumey: 1837-1848: Suivi des écrits de Karl Marx: entre Epicure et Hegel - I — Mediapart
Vincent Présumey: 1837-1848: Suivi des écrits de Karl Marx: combat pour la démocratie - II — Mediapart
Vincent Présumey: 1837-1848: Suivi des écrits de Karl Marx: de la critique de Hegel à la critique de la société - III — Mediapart
Vincent Présumey: 1837-1848: Suivi des écrits de Karl Marx: charges critiques avec F. Engels - IV — Mediapart
Roman Rosdolky: Marx ésotérique et Marx exotérique — Palim Psao
Lepotier: Marx, Marxisme, Cui bono? — Bella Ciao
Andrea Vitale: La critica di Pareto a Marx: una abborracciatura — Operai e Teoria
Annelie Buntenbach: Marx provides us with a glimpse behind the scenes of capitalism — Marx 200
Antoni Puig Solé: La Ley del Valor y la ecología en Marx — Lo que somos
Vladimiro Giacché: Note sui significati di "Libertà" nei Lineamenti di Filosofia del Diritto di Hegel — Il Comunista
Salvador López Arnal: Manuel Sacristán (1925-1985) como renovador de las tradiciones emancipatorias — Rebelión
Paúl Ravelo Cabrera: Marx, Derrida, el Gesto Político y la supercapitalización mundial — Scribb
Dino Greco: In difesa del marxismo — Sollevazione
Alberto Quiñónez: Arte, praxis y materialismo histórico — Rebelión
Sebastiano Isaia: Il Capitale secondo Vilfredo Pareto — Nostromo
Josefina L. Martínez: Feminismo & Socialismo marxista - Eleanor Marx, la cuestión de la mujer y el socialismo — Rebelión
John Bellamy Foster: Marx y la fractura en el metabolismo universal de la naturaleza — Scribb
José Manuel Bermudo Ávila: Concepto de Praxis en el joven Marx — Scribb
Carlos Oliva Mendoza: Adolfo Sánchez Vázquez: ¿marxismo radical o crítica romántica? — InfoLibre
Bernardo Coronel: ¿El marxismo es una ciencia? — La Haine
Sylvain Rakotoarison: Le capitalisme selon Karl Marx — Agora Vox

— Notas y comentarios sobre El Capital
António Ferraz: Os 150 anos do livro ‘O Capital’, de Karl Marx — Correio do Minho
Horacio Tarcus: Traductores y editores de la “Biblia del Proletariado” - Parte I & Parte II — Memoria
Emmanuel Laurentin: Le Capital, toujours utile pour penser la question économique et sociale? — France Culture
J.M. González Lara: 150 años de El Capital — Vanguardia
Roberto Giardina: Il Capitale di Marx ha 150 anni — Italia Oggi
Alejandro Cifuentes: El Capital de Marx en el siglo XXI — Voz
Marcela Gutiérrez Bobadilla: El Capital, de Karl Marx, celebra 150 años de su edición en Londres — Notimex
Mario Robles Roberto Escorcia Romo: Algunas reflexiones sobre la vigencia e importancia del Tomo I de El Capital — Memoria
Antoni Puig Solé: El Capital de Marx celebra su 150° aniversario — Lo que Somos
Jorge Vilches: El Capital: el libro de nunca acabar — La Razón
Carla de Mello: A 150 años de El Capital, la monumental obra de Karl Marx — Juventud Socialista del Uruguay
Rodolfo Bueno: El Capital cumple 150 años — Rebelión
Diego Guerrero: El Capital de Marx y el capitalismo actual: 150 años más cerca — Público
José Sarrión Andaluz & Salvador López Arnal: Primera edición de El Capital de Karl Marx, la obra de una vida — Rebelión
Sebastián Zarricueta: El Capital de Karl Marx: 150 años — 80°
Marcello Musto: La durezza del 'Capitale' — Il Manifesto
Esteban Mercatante: El valor de El Capital de Karl Marx en el siglo XXI — Izquierda Diario
Michael Roberts: La desigualdad a 150 años de El Capital de Karl Marx — Izquierda Diario
Ricardo Bada: El Capital en sus 150 años — Nexos
Christoph Driessen: ¿Tenía Marx razón? Se cumplen 150 años de edición de El Capital — El Mundo
Juan Losa: La profecía de Marx cumple 150 años — Público
John Saldarriaga: El Capital, 150 años en el estante — El Colombiano
Katia Schaer: Il y a 150 ans, Karl Marx publiait ‘Le Capital’, écrit majeur du 20e siècle — RTS Culture
Manuel Bello Hernández: El Capital de Karl Marx, cumple 150 años de su primera edición — NotiMex
Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge
Jérôme Skalski: Lire Le Capital, un appel au possible du XXIe siècle - L’Humanité

— Notas y reportajes de actualidad
María Gómez De Montis: El Manifiesto Comunista nació en la Grand Place — Erasmus en Flandes
Michel Husson: Marx, un économiste du XIXe siècle? A propos de la biographie de Jonathan Sperber — A L’Encontre
Homenaje a Wenceslao Roces, traductor de Marx — Club de Traductores de Buenos Aires
César Rendueles: Todos los Marx que hay en Marx — El País
Alice Pairo: Karl Marx, Dubaï et House of cards: la Session de rattrapage — France Culture
Sebastián Raza: Marxismo cultural: una teoría conspirativa de la derecha — La República
Samuel Jaramillo: De nuevo Marx, pero un Marx Nuevo — Universidad Externado de Colombia
Sergio Abraham Méndez Moissen: Karl Marx: El capítulo XXIV de El Capital y el “descubrimiento” de América — La Izquierda Diario
Alessandro Cardinale: Wolfgang Fritz Haug, la Neue Marx-Lektüre e la «Prasseologia» — Materialismo Storico
Joseph Daher: El marxismo, la primavera árabe y el fundamentalismo islámico — Viento Sur
Francisco Jaime: Marxismo: ¿salvación a través de la revolución? — El Siglo de Torreón
Pourquoi Karl Marx revient-il à la mode? — Radio Télévision Belge
Michel Husson: Marx, Piketty et Aghion sur la productivité — A l’encontre
Guido Fernández Parmo: El día que Marx vio The Matrix — Unión de Trabajadores de Prensa de Buenos Aires
Beatrice Debiasi: Il robot decreterà la fine delle dottrine di Marx? — Secolo Trentino
Cest: Karl Marx y sus "Cuadernos de París" toman vida con ilustraciones de Maguma — El Periódico
Leopoldo Moscoso: 'Das Kapital': reloading... — Público
Laura "Xiwe" Santillan: La lucha mapuche, la autodeterminación y el marxismo — La Izquierda Diario
Milliere Guy: Le fascisme de gauche gagne du terrain — Les 4 Vérités
Nelson Fernández: Los hijos uruguayos de Adam Smith y Karl Marx — El Observador
José de María Romero Barea: Hölderlin ha leído a Marx y no lo olvida — Revista de Letras
Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge Morlai
Francisco Cabrillo: Cómo Marx cambió el curso de la historia — Expansión
El “Dragón Rojo”, en Manchester: Cierran el histórico pub donde Marx y Engels charlaban "entre copa y copa" — BigNews Tonight
Marc Sala: El capitalismo se come al bar donde Marx y Engels debatían sobre comunismo — El Español

— Entrevistas
David McNally & Sue Ferguson: “Social Reproduction Beyond Intersectionality: An Interview” — Marxismo Crítico
Gustavo Hernández Sánchez: “Edward Palmer Thompson es un autor que sí supo dar un giro copernicano a los estudios marxistas” — Rebelión
Alberto Maldonado: Michael Heinrich en Bogotá: El Capital de Marx es el misil más terrible lanzado contra la burguesía — Palabras al Margen
Leonardo Cazes: En memoria de Itsván Mészáros — Rebelión (Publicada en O Globo)
Entrevista con István Mészáros realizada por la revista persa Naghd’ (Kritik), el 02-06-1998: “Para ir Más allá del Capital” — Marxismo Crítico
Rosa Nassif: “El Che no fue solo un hombre de acción sino un gran teórico marxista” Agencia de Informaciones Mercosur AIM
Entrevista a Juan Geymonat: Por un marxismo sin citas a Marx — Hemisferio Izquierdo
Juliana Gonçalves: "El Capital no es una biblia ni un libro de recetas", dice José Paulo Netto [Português ] — Brasil de Fato
Entrevista a Michael Heinrich: El Capital: una obra colosal “para desenmascarar un sistema completo de falsas percepciones” — Viento Sur
Alejandro Katz & Mariano Schuster: Marx ha vuelto: 150 años de El Capital. Entrevista a Horacio Tarcus — La Vanguardia
Salvador López Arnal: Entrevista a Gustavo Hernández Sánchez sobre "La tradición marxista y la encrucijada postmoderna" — Rebelión
Jorge L. Acanda: "Hace falta una lectura de Marx que hunda raíces en las fuentes originarias del pensamiento de Marx" — La Linea de Fuego

— Notas sobre Lenin y el centenario de la Revolución de Octubre
Gilberto López y Rivas: La revolución socialista de 1917 y la cuestión nacional y colonial — La Jornada
Toni Negri: Lenin: Dalla teoria alla pratica — Euronomade
Entretien avec Tariq Ali: L’héritage de Vladimir Lénine — Contretemps
Andrea Catone: La Rivoluzione d’Ottobre e il Movimento Socialista Mondiale in una prospettiva storica — Marx XXI
Michael Löwy: De la Revolución de Octubre al Ecocomunismo del Siglo XXI — Herramienta
Serge Halimi: Il secolo di Lenin — Rifondazione Comunista
Víctor Arrogante: La Gran Revolución de octubre — El Plural
Luis Bilbao: El mundo a un siglo de la Revolución de Octubre — Rebelión
Samir Amin: La Revolución de Octubre cien años después — El Viejo Topo
Luis Fernando Valdés-López: Revolución rusa, 100 años después — Portaluz
Ester Kandel: El centenario de la Revolución de octubre — Kaos en la Red
Daniel Gaido: Come fare la rivoluzione senza prendere il potere...a luglio — PalermoGrad
Eugenio del Río: Repensando la experiencia soviética — Ctxt
Pablo Stancanelli: Presentación el Atlas de la Revolución rusa - Pan, paz, tierra... libertad — Le Monde Diplomatique
Edmund Wilson: Revolução Russa: O marxismo chega à Rússia e Lenin faz a Revolução — Estadão
Gabriel Quirici: La Revolución Rusa desafió a la izquierda, al marxismo y al capitalismo [Audio] — Del Sol

— Notas sobre la película “El joven Karl Marx”, del cineasta haitiano Raoul Peck
Eduardo Mackenzie:"Le jeune Karl Marx ", le film le plus récent du réalisateur Raoul Peck vient de sortir en France — Dreuz
Minou Petrovski: Pourquoi Raoul Peck, cinéaste haïtien, s’intéresse-t-il à la jeunesse de Karl Marx en 2017? — HuffPost
Antônio Lima Jûnior: [Resenha] O jovem Karl Marx – Raoul Peck (2017) — Fundaçâo Dinarco Reis
La película "El joven Karl Marx" llegará a los cines en el 2017 — Amistad Hispano-Soviética
Boris Lefebvre: "Le jeune Karl Marx": de la rencontre avec Engels au Manifeste — Révolution Pernamente

— Notas sobre el maestro István Mészáros, recientemente fallecido
Matteo Bifone: Oltre Il Capitale. Verso una teoria della transizione, a cura di R. Mapelli — Materialismo Storico
Gabriel Vargas Lozano, Hillel Ticktin: István Mészáros: pensar la alienación y la crisis del capitalismo — SinPermiso
Carmen Bohórquez: István Mészáros, ahora y siempre — Red 58
István Mészáros: Reflexiones sobre la Nueva Internacional — Rebelión
Ricardo Antunes: Sobre "Más allá del capital", de István Mészáros — Herramienta
Francisco Farina: Hasta la Victoria: István Mészáros — Marcha
István Mészáros in memoriam : Capitalism and Ecological Destruction — Climate & Capitalism.us