"No hay porvenir sin Marx. Sin la memoria y sin la herencia de Marx: en todo caso de un cierto Marx: de su genio, de al menos uno de sus espíritus. Pues ésta será nuestra hipótesis o más bien nuestra toma de partido: hay más de uno, debe haber más de uno." — Jacques Derrida

◆

"Los hombres hacen su propia historia, pero no la hacen a su libre arbitrio, bajo circunstancias elegidas por ellos mismos, sino bajo aquellas circunstancias con que se encuentran directamente, que existen y les han sido legadas por el pasado. La tradición de todas las generaciones muertas oprime como una pesadilla el cerebro de los vivos. Y cuando éstos aparentan dedicarse precisamente a transformarse y a transformar las cosas, a crear algo nunca visto, en estas épocas de crisis revolucionaria es precisamente cuando conjuran temerosos en su auxilio los espíritus del pasado, toman prestados sus nombres, sus consignas de guerra, su ropaje, para, con este disfraz de vejez venerable y este lenguaje prestado, representar la nueva escena de la historia universal" — Karl Marx

9/11/15

Marx e noi: Stato e Società Civile

Karl Marx ✆ Alessandro D’Alatri
La contrapposizione marxiana fra concezione materialista e idealista della dialettica fra Stato e società civile è ancora oggi essenziale per contrapporre al pensiero unico dominante una visione del mondo autonoma, in grado di superare dialetticamente le ideologie precedenti. Soltanto mediante il rovesciamento della concezione idealista sarà possibile sviluppare la concezione materialista della storia per cui sono le strutture economiche e sociali a determinare, in ultima istanza, le sovrastrutture politiche.

Renato Caputo   |   Come è noto, sin da giovane Gramsci ha difeso la Rivoluzione di ottobre come una rivoluzione contro il Capitale. In altri termini si tratta di una rivoluzione che aveva avuto successo proprio perché i suoi ideatori avevano operato una cesura con quella ortodossia marxista, dinanzi alla quale lo stesso Marx aveva sostenuto di non essere marxista.

È altrettanto noto che Gramsci, riflettendo in carcere sulle cause della sconfitta della rivoluzione in Occidente le rinviene, in primo luogo, nell’incapacità dei comunisti, troppo ancorati alla tradizione massi- malista, di tradurre la lezione leninista nel contesto di un Paese a capitalismo avanzato. In tal caso, la rivoluzione in Occidente si sarebbe potuta realizzare solo operando una cesura con una schematica riproposizione del modello bolscevico in un contesto in cui non c’è essenzialmente da fare i conti con lo Stato, ma prima ancora con una società civile riccamente articolata.

Ciò rendeva necessario, dinanzi all’evidente fallimento del tentativo di affermarsi con una guerra lampo di movimento, prepararsi a una necessariamente lunga guerra di logoramento. Nelle società a capitalismo avanzato, infatti, il potere non si regge principalmente sul monopolio della violenza legalizzata ma sulla capacità di egemonia del blocco storico dominante sui ceti sociali subalterni. Ciò rende indispensabile lo sviluppo della lotta di classe al livello delle sovrastrutture.

Proprio il marxismo occidentale si è sviluppato insistendo sulla necessità di sviluppare la coscienza di classe nei ceti subalterni. Lo sviluppo di quest’ultima è certamente favorito dal comune sfruttamento da parte della borghesia e dalla necessaria lotta di classe che, dal piano della rivendicazione economica, tende a svilupparsi sul piano della lotta politica. Tuttavia tale passaggio, necessario per superare l’ottica riformista del sindacalismo, richiede l’elaborazione di una propria visione del mondo in grado di emanciparsi progressivamente dal pensiero unico dominante, ossia dall’ideologia della classe dominante.

L’elaborazione di una concezione del mondo, in grado di affermarsi nella lotta decisiva per l’egemonia sugli strati sociali intermedi, richiede al contempo autonomia e capacità di superare dialetticamente l’ideologia dominante. A tale scopo occorre ripartire dalla lezione di colui che ha elaborato i lineamenti fondamentali di tale autonoma concezione del mondo, a partire proprio da una critica dell’ideologia dominante nella società capitalista.

Certo è evidente che oggi tali lineamenti fondamentali non siano più sufficienti e che occorre necessariamente aggiornare la critica dell’ideologia dominante, ma è altrettanto vero che tale indispensabile sviluppo può aver luogo unicamente avendo ben chiaro il punto di partenza e lo scopo finale. Ora in un’epoca in cui il popolo della sinistra del nostro infelice Paese ripone in modo decisamente maggioritario le proprie residue speranze in un sindacalista che ancora si fa vanto di non aver letto Marx, è forse il caso di considerare con Hegel il noto che, proprio perché considerato tale, non è realmente conosciuto.

L’elaborazione di una concezione del mondo autonoma e critica da parte di Marx passa necessariamente attraverso il superamento dialettico del sistema filosofico hegeliano che aveva compendiato in sé la visione del mondo moderna, elaborata da una classe, la borghesia, che grazie a essa era riuscita a rovesciare l’ancien régime e a divenire la classe dirigente e dominante. Come è noto, il processo di maturazione di Marx passa proprio attraverso il confronto con la riflessione di Hegel sulla società civile e lo Stato moderni, secondo l’interpretazione della sinistra hegeliana.

È proprio tale incontro che porta Marx ad abbandonare la giurisprudenza, studiata fino ad allora per volontà del padre, e a occuparsi di filosofia. Il confronto con questo eccezionale compendio della tradizione moderna borghese è da subito critico, tanto che Marx si impegna da subito nel suo superamento dialettico attraverso la rivalutazione di quella tradizione materialista che l’ideologia idealista, allora dominante anche a “sinistra”, tendeva a sottovalutare.

Ciò porta Marx, a soli 25 anni, a criticare l’elemento determinante dell’ideologia borghese anche nella sua versione più progressista, ossia l’idea che lo Stato possa regolare e correggere, in quanto sfera superiore volta alla ricerca del bene comune, le contraddizioni socio-economiche di una società civile dominata dall’ individualistica ricerca del profitto. Tale concezione di uno Stato super partes, arbitro imparziale dei contrasti della società civile, in grado di far prevalere la volontà generale sulla volontà particolare ed egoista della sfera socio-economica, è smascherata dal giovane Marx – a partire dalla disamina critica della hegeliana Filosofia del diritto – come una mistificazione ideologica “necessaria”. In altri termini come la coscienza infelice del cristiano, dinanzi alla spietata crudezza di un mondo improntato alla ricerca dell’utile individuale, dominato da un impietoso darwinismo sociale, ricerca una soluzione in una fittizia sfera in grado di trascendere l’ambito socio-economico, così l’idealista borghese si illude di trovare nello Stato una camera di compensazione degli squilibri e delle contraddizioni laceranti la sfera economica della società civile. In quest’ultima, infatti, dominano gli interessi materiali che portano non solo gli individui a sfidarsi nella perpetua sfida della concorrenza, ma le classi sociali a confliggere costantemente per la distribuzione della ricchezza della nazione. Dinanzi a questo quadro sconfortante, che rischia di far precipitare la società in una perpetua situazione di conflittualità interna, che la indebolirà nella competizione esterna con le altre nazioni, diviene indispensabile delegare la soluzione di tali contraddittori interessi, fonti di perpetui conflitti intestini, a un giudice imparziale, uno Stato e un governo tecnico, di funzionari unicamente votati all’interesse generale (nazionale).

Tali concezioni ideologiche erano a tal punto pervasive, in quanto rese in qualche modo “necessarie” dalle contraddizioni reali, oggettive, da influenzare in modo determinante le prime forme di organizzazione autonoma della classe operaia in Germania sotto l’influenza di Lassalle. Tale concezione sarà inoltre in grado di influenzare a fondo sin dalla sua nascita la socialdemocrazia tedesca, partito cardine della Seconda internazionale. Non a caso al suo interno si affermeranno progressivamente le concezioni riformiste e revisioniste nei confronti del marxismo che non considerano più utile sovvertire lo Stato borghese, ma intendono concorrere con la borghesia alla sua direzione, accettando le regole della dialettica parlamentare. Come se, appunto, lo Stato fosse un organismo neutro, superiore alle contraddizioni della società civile, che potrebbe – una volta diretto da forze progressiste – far prevalere la volontà generale della nazione.
Tale ideologia è a tal punto stata pervasiva, ancora, da convincere la parte maggioritaria del ceto dirigente della Seconda Internazionale a votare i crediti di guerra, indispensabili allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, in nome della difesa dello Stato nazionale democratico di contro alle concezioni antidemocratiche proprie sempre del nemico.

Tali concezioni hanno dato un contributo essenziale alla stessa mutazione genetica del Partito Comunista Italiano in Partito Democratico della nazione. Con il passare degli anni è venuta meno la stessa ragione d’essere di un partito comunista, ossia il superamento rivoluzionario della società capitalista, e ci si è progressivamente adattati a cercare di gestire politicamente, occupando le cariche istituzionali, le contraddizioni strutturali. Tale tendenza si è diffusa a livello continentale con il cosiddetto Eurocomunismo, ossia con l’illusione di poter governare le contraddizioni della società capitalista a livello comunitario.

Tale concezione, per cui è possibile governare dall’alto, occupando le istituzioni dello Stato, le contraddizioni della struttura economica della società capitalista, è tuttora dominante nella sinistra europea, tanto che costituisce un punto di incontro fra le forze della sinistra moderata e quelle della sinistra radicale. L’illusione resta quella di matrice idealista hegeliana che lo Stato sia, in quanto superiore alla società civile, in grado di domarne gli spiriti animali.

Detta ideologia idealista, non a caso contrastata da Marx sin dagli anni giovanili, accomuna nel nostro infelice Paese forze che continuano ostinatamente a definirsi comuniste e marxiste e forze che pretendono di porsi al di là dell’opposizione fra destra e sinistra. Le prime hanno come punto di riferimento le posizioni predominanti negli ultimi anni nel Partito Comunista Cinese, in cui si è affermata l’illusione che sia possibile controllare dall’alto gli spiriti animali del capitalismo, ai quali si concedono crescenti spazi al livello della società civile. In tal modo, non solo controllando progressivamente la struttura economica la concezione del mondo borghese tende a imporsi al livello delle sovrastrutture, ma l’ideologia idealista per cui sono le sovrastrutture ideologico politiche a determinare la struttura socio-economica è ormai dominante fra gli stessi dirigenti del PCC.

D’altra parte tale illusione è anche alla base dell’ideologia che pretende di superare la contraddizione fra capitale e forza lavoro, fra destra e sinistra nell’opposizione fra funzionari onesti, espressione della società civile, e politicanti corrotti espressione dei vecchi e superati partiti politici. In tal modo, sarebbe sufficiente, al solito, far occupare le istituzioni da uomini onesti, privi di conflitti di interessi, e ligi difensori dello Stato di diritto, per avere un governo non solo in grado di realizzare la volontà generale della nazione ma capace persino di superare le contraddizioni fra le classi sociali.

Non possiamo che concludere che siamo dinanzi a una delle due facce del pensiero unico, espressione della classe dominante, la faccia idealista cui fa da contraltare, secondo il meccanismo bipolare dell’alternanza, la faccia realista che non nasconde di considerare lo Stato come strumento della società civile. A questo punto appare evidente che sarà possibile ricostruire un’opposizione non solo sociale, ma anche politica, in grado di porre la questione del potere, unicamente ricostruendo una visione del mondo autonoma e in grado di superare dialetticamente la concezione dominante. A tale scopo, come abbiamo visto, è indubbiamente utile ripartire dagli spunti offerti dall’opera di Marx.
http://www.lacittafutura.it/

◆ El que busca, encuentra...

“Todo lo sólido se desvanece en el aire; todo lo sagrado es profano, y los hombres, al fin, se ven forzados a considerar serenamente sus condiciones de existencia y sus relaciones recíprocas” — Karl Marx

Not@s sobre Marx, marxismo, socialismo y la Revolución 2.0

— Notas notables
◆ Cecilia Feijoo: Apuntes sobre el Concepto de Revolución Burguesa en Karl Marx — Red Diario Digital
◆ Moishe Postone: Il compito della teoria critica oggi: Ripensare la critica del capitalismo e dei suoi futuri — Blackblog Franco Senia
◆ Pierre-Yves Quiviger: Marx ou l'élimination des inégalités par la révolution — Le Point
◆ Hernán Ouviña: Indigenizar el marxismo — La Tinta
◆ Emmanuel Laurentin: Les historiens américains et Karl Marx — France Culture
◆ Adèle Van Reeth: Le Capital de Karl Marx: La fabrique de la plus-value — France Culture
◆ Manuel Martínez Llaneza: Reproches a Marx acerca de El Capital (Bajo la égida de Friedrich Engels) — Rebelión
◆ Victoria Herrera: Marx y la historia — Buzos
◆ Alejandro F. Gutiérrez Carmona: La vigencia del pensamiento marxista — Alianza Tex
◆ Víctor Arrogante: El Capital y las aspiraciones de la clase trabajadora — Nueva Tribuna
◆ Mauricio Mejía: Karl Marx, el poeta de la mercancía — El Financiero
◆ Emmanuel Laurentin: Karl Marx à Paris: 1843-1845 — France Culture
◆ Jacinto Valdés-Dapena Vivanco: La teoría marxista del Che Guevara — Bohemia
◆ Aldo Casas: El marxismo como herramienta para la lucha — La necesidad de la formación en la militancia — La Tinta
◆ Evald Vasiliévich Iliénkov: La dialéctica de lo abstracto y lo concreto en El Capital de Marx — Templando el Acero
◆ Vincent Présumey: Suivi des écrits de Karl Marx / 1837-1848 - Part I, Part II, Part III & Part IV — Mediapart
◆ Roman Rosdolky: Marx ésotérique et Marx exotérique — Palim Psao
◆ Lepotier: Marx, Marxisme, Cui bono? — Bella Ciao
◆ Andrea Vitale: La critica di Pareto a Marx: una abborracciatura — Operai e Teoria
◆ Annelie Buntenbach: Marx provides us with a glimpse behind the scenes of capitalism — Marx 200
◆ Antoni Puig Solé: La Ley del Valor y la ecología en Marx — Lo que somos
◆ Vladimiro Giacché: Note sui significati di "Libertà" nei Lineamenti di Filosofia del Diritto di Hegel — Il Comunista
◆ Salvador López Arnal: Manuel Sacristán (1925-1985) como renovador de las tradiciones emancipatorias — Rebelión
◆ Paúl Ravelo Cabrera: Marx, Derrida, el Gesto Político y la supercapitalización mundial — Scribb
◆ Dino Greco: In difesa del marxismo — Sollevazione
◆ Alberto Quiñónez: Arte, praxis y materialismo histórico — Rebelión
◆ Josefina L. Martínez: Feminismo & Socialismo marxista - Eleanor Marx, la cuestión de la mujer y el socialismo — Rebelión
◆ John Bellamy Foster: Marx y la fractura en el metabolismo universal de la naturaleza — Scribb
◆ José Manuel Bermudo Ávila: Concepto de Praxis en el joven Marx — Scribb
◆ Carlos Oliva Mendoza: Adolfo Sánchez Vázquez: ¿marxismo radical o crítica romántica? — InfoLibre
◆ Bernardo Coronel: ¿El marxismo es una ciencia? — La Haine
◆ Sylvain Rakotoarison: Le capitalisme selon Karl Marx — Agora Vox

— Notas y comentarios sobre El Capital
◆ António Ferraz: Os 150 anos do livro ‘O Capital’, de Karl Marx — Correio do Minho
◆ Horacio Tarcus: Traductores y editores de la “Biblia del Proletariado” - Parte I & Parte II — Memoria
◆ Emmanuel Laurentin: Le Capital, toujours utile pour penser la question économique et sociale? — France Culture
◆ J.M. González Lara: 150 años de El Capital — Vanguardia
◆ Roberto Giardina: Il Capitale di Marx ha 150 anni — Italia Oggi
◆ Alejandro Cifuentes: El Capital de Marx en el siglo XXI — Voz
◆ Marcela Gutiérrez Bobadilla: El Capital, de Karl Marx, celebra 150 años de su edición en Londres — Notimex
◆ Mario Robles Roberto Escorcia Romo: Algunas reflexiones sobre la vigencia e importancia del Tomo I de El Capital — Memoria
◆ Antoni Puig Solé: El Capital de Marx celebra su 150° aniversario — Lo que Somos
◆ Jorge Vilches: El Capital: el libro de nunca acabar — La Razón
◆ Carla de Mello: A 150 años de El Capital, la monumental obra de Karl Marx — Juventud Socialista del Uruguay
◆ Rodolfo Bueno: El Capital cumple 150 años — Rebelión
◆ Diego Guerrero: El Capital de Marx y el capitalismo actual: 150 años más cerca — Público
◆ José Sarrión Andaluz & Salvador López Arnal: Primera edición de El Capital de Karl Marx, la obra de una vida — Rebelión
◆ Sebastián Zarricueta: El Capital de Karl Marx: 150 años — 80°
◆ Marcello Musto: La durezza del 'Capitale' — Il Manifesto
◆ Esteban Mercatante: El valor de El Capital de Karl Marx en el siglo XXI — Izquierda Diario
◆ Michael Roberts: La desigualdad a 150 años de El Capital de Karl Marx — Izquierda Diario
◆ Ricardo Bada: El Capital en sus 150 años — Nexos
◆ Christoph Driessen: ¿Tenía Marx razón? Se cumplen 150 años de edición de El Capital — El Mundo
◆ Juan Losa: La profecía de Marx cumple 150 años — Público
◆ John Saldarriaga: El Capital, 150 años en el estante — El Colombiano
◆ Katia Schaer: Il y a 150 ans, Karl Marx publiait ‘Le Capital’, écrit majeur du 20e siècle — RTS Culture
◆ Manuel Bello Hernández: El Capital de Karl Marx, cumple 150 años de su primera edición — NotiMex
◆ Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge
◆ Jérôme Skalski: Lire Le Capital, un appel au possible du XXIe siècle - L’Humanité
◆ Sebastiano Isaia: Il Capitale secondo Vilfredo Pareto — Nostromo

— Notas y reportajes de actualidad
◆ Román Casado: Marx, Engels, Beatles, ese es el ritmo de Vltava — Radio Praga
◆ María Gómez De Montis: El Manifiesto Comunista nació en la Grand Place — Erasmus en Flandes
◆ Enrique Semo: 1991: ¿Por qué se derrumbó la URSS? — Memoria
◆ Michel Husson: Marx, un économiste du XIXe siècle? A propos de la biographie de Jonathan Sperber — A L’Encontre
◆ César Rendueles: Todos los Marx que hay en Marx — El País
◆ Alice Pairo: Karl Marx, Dubaï et House of cards: la Session de rattrapage — France Culture
◆ Sebastián Raza: Marxismo cultural: una teoría conspirativa de la derecha — La República
◆ Samuel Jaramillo: De nuevo Marx, pero un Marx Nuevo — Universidad Externado de Colombia
◆ Sergio Abraham Méndez Moissen: Karl Marx: El capítulo XXIV de El Capital y el “descubrimiento” de América — La Izquierda Diario
◆ Joseph Daher: El marxismo, la primavera árabe y el fundamentalismo islámico — Viento Sur
◆ Francisco Jaime: Marxismo: ¿salvación a través de la revolución? — El Siglo de Torreón
◆ Michel Husson: Marx, Piketty et Aghion sur la productivité — A l’encontre
◆ Guido Fernández Parmo: El día que Marx vio The Matrix — Unión de Trabajadores de Prensa de Buenos Aires
◆ Cest: Karl Marx y sus "Cuadernos de París" toman vida con ilustraciones de Maguma — El Periódico
◆ Leopoldo Moscoso: 'Das Kapital': reloading... — Público
◆ Laura "Xiwe" Santillan: La lucha mapuche, la autodeterminación y el marxismo — La Izquierda Diario
◆ José de María Romero Barea: Hölderlin ha leído a Marx y no lo olvida — Revista de Letras
◆ Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge Morlai
◆ Francisco Cabrillo: Cómo Marx cambió el curso de la historia — Expansión
◆ El “Dragón Rojo”, en Manchester: Cierran el histórico pub donde Marx y Engels charlaban "entre copa y copa" — BigNews Tonight
◆ Marc Sala: El capitalismo se come al bar donde Marx y Engels debatían sobre comunismo — El Español

— Notas sobre debates, entrevistas y eventos
◆ Fabrizio Mejía Madrid: Conmemoran aniversario de la muerte de Lenin en Rusia — Proceso
◆ Segundo Congreso Mundial sobre Marxismo tendrá lugar en Beijing — Xinhua
◆ Debate entre Andrew Kliman & Fred Moseley — Tiempos Críticos
◆ David McNally & Sue Ferguson: “Social Reproduction Beyond Intersectionality: An Interview” — Marxismo Crítico
◆ Gustavo Hernández Sánchez: “Edward Palmer Thompson es un autor que sí supo dar un giro copernicano a los estudios marxistas” — Rebelión
◆ Alberto Maldonado: Michael Heinrich en Bogotá: El Capital de Marx es el misil más terrible lanzado contra la burguesía — Palabras al Margen
◆ Leonardo Cazes: En memoria de Itsván Mészáros — Rebelión (Publicada en O Globo)
◆ Entrevista con István Mészáros realizada por la revista persa Naghd’ (Kritik), el 02-06-1998: “Para ir Más allá del Capital” — Marxismo Crítico
◆ Rosa Nassif: “El Che no fue solo un hombre de acción sino un gran teórico marxista” — Agencia de Informaciones Mercosur AIM
◆ Entrevista a Juan Geymonat: Por un marxismo sin citas a Marx — Hemisferio Izquierdo
◆ Juliana Gonçalves: "El Capital no es una biblia ni un libro de recetas", dice José Paulo Netto [Português ] — Brasil de Fato
◆ Entrevista a Michael Heinrich: El Capital: una obra colosal “para desenmascarar un sistema completo de falsas percepciones” — Viento Sur
◆ Alejandro Katz & Mariano Schuster: Marx ha vuelto: 150 años de El Capital. Entrevista a Horacio Tarcus — La Vanguardia
◆ Salvador López Arnal: Entrevista a Gustavo Hernández Sánchez sobre "La tradición marxista y la encrucijada postmoderna" — Rebelión
◆ Jorge L. Acanda: "Hace falta una lectura de Marx que hunda raíces en las fuentes originarias del pensamiento de Marx" — La Linea de Fuego

— Notas sobre Lenin y la Revolución de Octubre
◆ Guillermo Almeyra: Qué fue la Revolución Rusa — La Jornada
◆ Jorge Figueroa: Dos revoluciones que cambiaron el mundo y el arte — La Gaceta
◆ Gilberto López y Rivas: La revolución socialista de 1917 y la cuestión nacional y colonial — La Jornada
◆ Aldo Agosti: Repensar la Revolución Rusa — Memoria
◆ Toni Negri: Lenin: Dalla teoria alla pratica — Euronomade
◆ Entretien avec Tariq Ali: L’héritage de Vladimir Lénine — Contretemps
◆ Andrea Catone: La Rivoluzione d’Ottobre e il Movimento Socialista Mondiale in una prospettiva storica — Marx XXI
◆ Michael Löwy: De la Revolución de Octubre al Ecocomunismo del Siglo XXI — Herramienta
◆ Serge Halimi: Il secolo di Lenin — Rifondazione Comunista
◆ Víctor Arrogante: La Gran Revolución de octubre — El Plural
◆ Luis Bilbao: El mundo a un siglo de la Revolución de Octubre — Rebelión
◆ Samir Amin: La Revolución de Octubre cien años después — El Viejo Topo
◆ Luis Fernando Valdés-López: Revolución rusa, 100 años después — Portaluz
◆ Ester Kandel: El centenario de la Revolución de octubre — Kaos en la Red
◆ Daniel Gaido: Come fare la rivoluzione senza prendere il potere...a luglio — PalermoGrad
◆ Eugenio del Río: Repensando la experiencia soviética — Ctxt
◆ Pablo Stancanelli: Presentación el Atlas de la Revolución rusa - Pan, paz, tierra... libertad — Le Monde Diplomatique
◆ Gabriel Quirici: La Revolución Rusa desafió a la izquierda, al marxismo y al capitalismo [Audio] — Del Sol

— Notas sobre la película “El joven Karl Marx”, del cineasta haitiano Raoul Peck
◆ Eduardo Mackenzie:"Le jeune Karl Marx ", le film le plus récent du réalisateur Raoul Peck vient de sortir en France — Dreuz
◆ Minou Petrovski: Pourquoi Raoul Peck, cinéaste haïtien, s’intéresse-t-il à la jeunesse de Karl Marx en 2017? — HuffPost
◆ Antônio Lima Jûnior: [Resenha] O jovem Karl Marx – Raoul Peck (2017) — Fundaçâo Dinarco Reis
◆ La película "El joven Karl Marx" llegará a los cines en el 2017 — Amistad Hispano-Soviética
◆ Boris Lefebvre: "Le jeune Karl Marx": de la rencontre avec Engels au Manifeste — Révolution Pernamente

— Notas sobre el maestro István Mészáros, recientemente fallecido
◆ Matteo Bifone: Oltre Il Capitale. Verso una teoria della transizione, a cura di R. Mapelli — Materialismo Storico
◆ Gabriel Vargas Lozano, Hillel Ticktin: István Mészáros: pensar la alienación y la crisis del capitalismo — SinPermiso
◆ Carmen Bohórquez: István Mészáros, ahora y siempre — Red 58
◆ István Mészáros: Reflexiones sobre la Nueva Internacional — Rebelión
◆ Ricardo Antunes: Sobre "Más allá del capital", de István Mészáros — Herramienta
◆ Francisco Farina: Hasta la Victoria: István Mészáros — Marcha
◆ István Mészáros in memoriam : Capitalism and Ecological Destruction — Climate & Capitalism.us