"No hay porvenir sin Marx. Sin la memoria y sin la herencia de Marx: en todo caso de un cierto Marx: de su genio, de al menos uno de sus espíritus. Pues ésta será nuestra hipótesis o más bien nuestra toma de partido: hay más de uno, debe haber más de uno." — Jacques Derrida

◆

"Los hombres hacen su propia historia, pero no la hacen a su libre arbitrio, bajo circunstancias elegidas por ellos mismos, sino bajo aquellas circunstancias con que se encuentran directamente, que existen y les han sido legadas por el pasado. La tradición de todas las generaciones muertas oprime como una pesadilla el cerebro de los vivos. Y cuando éstos aparentan dedicarse precisamente a transformarse y a transformar las cosas, a crear algo nunca visto, en estas épocas de crisis revolucionaria es precisamente cuando conjuran temerosos en su auxilio los espíritus del pasado, toman prestados sus nombres, sus consignas de guerra, su ropaje, para, con este disfraz de vejez venerable y este lenguaje prestado, representar la nueva escena de la historia universal" — Karl Marx

15/10/15

Chi ha ucciso Karl Marx? — Se la crisi sconfessa le teorie liberiste, meglio dare la colpa a Marx e Keynes

Karl Marx ✆ Eric Parker
“Non riconosco più le ragioni per cui ho demonizzato il capitale. Il mostro che fagocita tutto? Il Leviatano che succhia l'anima e il sangue dei lavoratori? Sconfesso quest'analisi. Il capitale è fatto dagli uomini, dalla loro intelligenza, dalla loro fantasia, dalle loro fatiche; è il risultato del lavoro, è ciò che gli uomini hanno fatto, è quanto di buono ci circonda e ci aiuta ad abitare il pianeta, a dominare una natura spesso ostile. Perciò è bene che chi ne è il detentore lo possa stabilmente possedere e ne tragga il giusto frutto” –   Karl Marx, luglio 2015
Ascanio Bernardeschi   |   Avrei dovuto aspettarmelo, dal momento che l’Autore [1] – si legge nella quarta di copertina – è un docente universitario che ha iniziato la sua carriera alla Bocconi, luogo in cui si plasmano i cervelli in grado di produrre i disastri culturali e di giustificare quelli materiali che sono davanti agli occhi di tutti. Però il titolo era troppo accattivante, Marx & Keynes. Un romanzo economico, e l’invito nella stessa quarta di copertina prometteva “rigore scientifico, originalità narrativa, humor e suspense” con tanto di “finale imprevedibile”. Maledetta la mia curiosità! Così nello stand dei libri della festa di Rifondazione, non ho resistito alla tentazione di portarmi a casa il libro, per la modica cifra di 12 euro.

Non sono di palato fino, ma già nel primo capitolo mi ha infastidito un’affermazione secondo cui Marx avrebbe preferito il giornalismo all’accademia. Chi scrive della sua vita, sia pure in forma romanzata, dovrebbe sapere che l’attività giornalistica per quotidiani borghesi fu per il Moro un ripiego per mettere insieme il pranzo con la cena, visto che, dopo la laurea, pensava di ottenere la libera docenza a Bonn, dove insegnava il suo amico Bruno Bauer. Ma Bauer venne allontanato dall’Università. Non si schiuse così la carriera accademica di Marx, che passò al giornalismo diventando redattore della militante “Gazzetta renana”, prontamente interdetta dalla censura prussiana nel 1845.

Mi direte che un romanzo è anche frutto della fantasia. Ma allora perché promettere rigore? Meno sorprendente è un’altra affermazione di dolore attribuita al Marx fantastico per avere avuto come eredi/mostri Stalin, Mao, Che Guevara e Castro. Una dose di anticomunismo da parte di un bocconiano sta nel conto…
Ormai preparato al peggio, mi ha solo divertito un’altra frase messa in bocca al Moro: “ho sempre pensato che un’idea possa avere la forza di cambiare il mondo”. Ma come? Non aveva egli criticato in maniera netta l'idealismo e perfino le sue modiche tracce presenti nelle opere di qualche materialista non del tutto coerente? Non aveva detto che è la realtà materiale che determina le idee e non viceversa? Qui veramente avrei dovuto chiudere il libro. Ma maledetta la mia curiosità…
Il romanzo si regge sull'espediente di far incontrare Marx e Keynes in vari luoghi del mondo nell'epoca contemporanea, a partire dal maggio 2015. Non è solo un espediente narrativo, ma è funzionale a dichiarare che i fatti di oggi hanno smentito le loro teorie e anche a far dimenticare al lettore poco attento che certe “scoperte” di Keynes erano state anticipate, sia pure con formulazioni diverse, da Marx. Per esempio, si narra una difficoltà di quest'ultimo a comprendere la critica keynesiana della teoria quantitativa della moneta, quando invece lui stesso l'aveva enunciata per primo.


Assistiamo dunque a una risurrezione di Marx e Keynes che è anche una conversione del primo alle ragioni del capitalismo. Per la verità il romanzo non ci spiega come possa essere avvenuto questo pio cambiamento di fede proprio nel momento in cui l'evidenza di una grande crisi mondiale conferma che le sue analisi erano azzeccate; questa acquisita santità è un dato di partenza che evidentemente fotocopia solo l'opinione in merito del nostro Professore.

L'elenco degli spropositi messi in bocca con “rigore scientifico” a Marx e Keynes, rappresentati oltrettutto come estremamente vanitosi, sarebbe troppo lungo. Vi propongo un succinto campionario: viene stravolto il pensiero marxiano sulle religioni mediante un lettura banale della Questione ebraica; la legge della caduta tendenziale del saggio del profitto viene fatta coincidere con la previsione di un ineluttabile crollo del capitalismo; a Keynes viene attribuita l'opinione che la causa della crisi sia solo finanziaria, mentre di Marx si dice che non possiede gli strumenti per capirla, dimenticando i suoi passi sul capitale fittizio; viene capovolto il rapporto causa-effetto tra crisi finanziaria e crisi economica; la distinzione tra lavoro produttivo e improduttivo viene confusa con quella tra lavoro e non lavoro; sono completamente ignorati i nessi tra produzione e distribuzione, trattati come due sfere completamente separate e governabili separatamente; si parla di “valore del lavoro” - che Marx esplicitamente dichiarò come un non senso – anziché di valore della forza-lavoro; viene effettuata un'impossibile comparazione quantitativa tra valori d'uso; possiamo leggere anche di una sottovalutazione da parte di Marx del ruolo del danaro e della moneta…

Potrei continuare ma non è il caso. Piuttosto mi preme violare una regola fondamentale che dovrebbe essere seguita quando si recensiscono i romanzi gialli: non rivelare il finale. La violo di modo che i compagni, a differenza di me, possano resistere alla tentazione di sprecare inutilmente dodici euro tondi.

Discutendo fra di loro in più incontri i due illustri personaggi giungono a convenire che il bene risiede nella tecnologia e il male non risiede nel capitale e nel profitto, ma nel denaro. Quindi non si tratterebbe di abolire il capitalismo ma il denaro e la moneta. Per la verità le mie letture giovanili mi avevano insegnato che per Marx il capitale assume la forma sia di denaro (D) che di merce (M) e che è cruciale, per la stessa esistenza del capitalismo, il processo D-M-D' con cui si passa dalla prima forma all'altra, per poi ritornare nuovamente al denaro, questa volta aumentato. Come farebbe ad esistere il capitale senza denaro? E come il suo accrescimento, detto anche volgarmente profitto? Mi pareva anche di aver capito che per Marx l'insieme dei mezzi di produzione (materie prime, macchine, impianti ecc.), sono sempre esistiti, anche in società in cui non c'era traccia di capitale, ed esisteranno sempre. Tali mezzi assumono la forma sociale, storicamente determinata, di capitale proprio quando sono impiegati, insieme alla forza-lavoro acquistata come una merce, per dare linfa alla continua metamorfosi tra le sue varie forme M e D ed alla continua accumulazione di valore. Difatti Marx irrideva gli economisti che confondevano il contenuto materiale del capitale con la sua forma sociale e che lo facevano perché consideravano, come il nostro Professore, il capitalismo eterno. Alla modernissima e innovativa Bocconi, evidentemente, siamo ancora in epoca premarxiana.

Sono divertenti anche i passaggi in cui i due personaggi sognano un mondo armonico, in cui, scomparso il denaro, la ricerca del profitto da parte dei capitalisti avviene favorendo il benessere sociale, il rispetto dell'ambiente. Insomma sembra possibile che il capitalismo non sia conseguente con il suo movente unico di accumulazione di denaro e, forse, si strizza astutamente l'occhio a certe teorie “di sinistra” alla moda, che ritengono possibile promuovere la giustizia sociale e salvare l'ecosistema senza mettere in discussione il capitalismo.

Ma proseguiamo con il “rigore” immaginoso del romanzo. Il problema che si pone ai due è: come abolire il denaro senza creare caos? Semplice. Basta introdurre una moneta unica mondiale, dopo di che il passaggio a un capitalismo senza moneta sarà impercettibile. Non chiedetemi di più, perché questo è tutto quello che l'Autore ci dice.
A parte il finale a sorpresa
Un tipo che seguiva i due da tempo, in un momento di panico lascia svolazzare una pila di carte che teneva in braccio, permettendo loro di leggerne una. Era la prima pagina del romanzo e il tipo era evidentemente il nostro Bocconiano. Veramente fantasioso!

Ora, compagni, sapete che non dovete sconvolgervi per la citazione in epigrafe. Avete capito di chi sono le parole. E scusatemi dello scherzo da prete per averle riportate senza aver indicato subito l'assassino. Ma un thriller è un thriller.
Note
[1] Pierangelo Dacrema, Marx & Keynes. Un romanzo economico, Jaca Book, 2014, pp. 238
http://www.lacittafutura.it/

◆ El que busca, encuentra...

“Todo lo sólido se desvanece en el aire; todo lo sagrado es profano, y los hombres, al fin, se ven forzados a considerar serenamente sus condiciones de existencia y sus relaciones recíprocas” — Karl Marx

Not@s sobre Marx, marxismo, socialismo y la Revolución 2.0

— Notas notables
◆ Cecilia Feijoo: Apuntes sobre el Concepto de Revolución Burguesa en Karl Marx — Red Diario Digital
◆ Moishe Postone: Il compito della teoria critica oggi: Ripensare la critica del capitalismo e dei suoi futuri — Blackblog Franco Senia
◆ Pierre-Yves Quiviger: Marx ou l'élimination des inégalités par la révolution — Le Point
◆ Hernán Ouviña: Indigenizar el marxismo — La Tinta
◆ Emmanuel Laurentin: Les historiens américains et Karl Marx — France Culture
◆ Adèle Van Reeth: Le Capital de Karl Marx: La fabrique de la plus-value — France Culture
◆ Manuel Martínez Llaneza: Reproches a Marx acerca de El Capital (Bajo la égida de Friedrich Engels) — Rebelión
◆ Victoria Herrera: Marx y la historia — Buzos
◆ Alejandro F. Gutiérrez Carmona: La vigencia del pensamiento marxista — Alianza Tex
◆ Víctor Arrogante: El Capital y las aspiraciones de la clase trabajadora — Nueva Tribuna
◆ Mauricio Mejía: Karl Marx, el poeta de la mercancía — El Financiero
◆ Emmanuel Laurentin: Karl Marx à Paris: 1843-1845 — France Culture
◆ Jacinto Valdés-Dapena Vivanco: La teoría marxista del Che Guevara — Bohemia
◆ Aldo Casas: El marxismo como herramienta para la lucha — La necesidad de la formación en la militancia — La Tinta
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◆ Vincent Présumey: Suivi des écrits de Karl Marx / 1837-1848 - Part I, Part II, Part III & Part IV — Mediapart
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◆ Lepotier: Marx, Marxisme, Cui bono? — Bella Ciao
◆ Andrea Vitale: La critica di Pareto a Marx: una abborracciatura — Operai e Teoria
◆ Annelie Buntenbach: Marx provides us with a glimpse behind the scenes of capitalism — Marx 200
◆ Antoni Puig Solé: La Ley del Valor y la ecología en Marx — Lo que somos
◆ Vladimiro Giacché: Note sui significati di "Libertà" nei Lineamenti di Filosofia del Diritto di Hegel — Il Comunista
◆ Salvador López Arnal: Manuel Sacristán (1925-1985) como renovador de las tradiciones emancipatorias — Rebelión
◆ Paúl Ravelo Cabrera: Marx, Derrida, el Gesto Político y la supercapitalización mundial — Scribb
◆ Dino Greco: In difesa del marxismo — Sollevazione
◆ Alberto Quiñónez: Arte, praxis y materialismo histórico — Rebelión
◆ Josefina L. Martínez: Feminismo & Socialismo marxista - Eleanor Marx, la cuestión de la mujer y el socialismo — Rebelión
◆ John Bellamy Foster: Marx y la fractura en el metabolismo universal de la naturaleza — Scribb
◆ José Manuel Bermudo Ávila: Concepto de Praxis en el joven Marx — Scribb
◆ Carlos Oliva Mendoza: Adolfo Sánchez Vázquez: ¿marxismo radical o crítica romántica? — InfoLibre
◆ Bernardo Coronel: ¿El marxismo es una ciencia? — La Haine
◆ Sylvain Rakotoarison: Le capitalisme selon Karl Marx — Agora Vox

— Notas y comentarios sobre El Capital
◆ António Ferraz: Os 150 anos do livro ‘O Capital’, de Karl Marx — Correio do Minho
◆ Horacio Tarcus: Traductores y editores de la “Biblia del Proletariado” - Parte I & Parte II — Memoria
◆ Emmanuel Laurentin: Le Capital, toujours utile pour penser la question économique et sociale? — France Culture
◆ J.M. González Lara: 150 años de El Capital — Vanguardia
◆ Roberto Giardina: Il Capitale di Marx ha 150 anni — Italia Oggi
◆ Alejandro Cifuentes: El Capital de Marx en el siglo XXI — Voz
◆ Marcela Gutiérrez Bobadilla: El Capital, de Karl Marx, celebra 150 años de su edición en Londres — Notimex
◆ Mario Robles Roberto Escorcia Romo: Algunas reflexiones sobre la vigencia e importancia del Tomo I de El Capital — Memoria
◆ Antoni Puig Solé: El Capital de Marx celebra su 150° aniversario — Lo que Somos
◆ Jorge Vilches: El Capital: el libro de nunca acabar — La Razón
◆ Carla de Mello: A 150 años de El Capital, la monumental obra de Karl Marx — Juventud Socialista del Uruguay
◆ Rodolfo Bueno: El Capital cumple 150 años — Rebelión
◆ Diego Guerrero: El Capital de Marx y el capitalismo actual: 150 años más cerca — Público
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◆ Sebastián Zarricueta: El Capital de Karl Marx: 150 años — 80°
◆ Marcello Musto: La durezza del 'Capitale' — Il Manifesto
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◆ John Saldarriaga: El Capital, 150 años en el estante — El Colombiano
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◆ Jérôme Skalski: Lire Le Capital, un appel au possible du XXIe siècle - L’Humanité
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◆ Joseph Daher: El marxismo, la primavera árabe y el fundamentalismo islámico — Viento Sur
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◆ Michel Husson: Marx, Piketty et Aghion sur la productivité — A l’encontre
◆ Guido Fernández Parmo: El día que Marx vio The Matrix — Unión de Trabajadores de Prensa de Buenos Aires
◆ Cest: Karl Marx y sus "Cuadernos de París" toman vida con ilustraciones de Maguma — El Periódico
◆ Leopoldo Moscoso: 'Das Kapital': reloading... — Público
◆ Laura "Xiwe" Santillan: La lucha mapuche, la autodeterminación y el marxismo — La Izquierda Diario
◆ José de María Romero Barea: Hölderlin ha leído a Marx y no lo olvida — Revista de Letras
◆ Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge Morlai
◆ Francisco Cabrillo: Cómo Marx cambió el curso de la historia — Expansión
◆ El “Dragón Rojo”, en Manchester: Cierran el histórico pub donde Marx y Engels charlaban "entre copa y copa" — BigNews Tonight
◆ Marc Sala: El capitalismo se come al bar donde Marx y Engels debatían sobre comunismo — El Español

— Notas sobre debates, entrevistas y eventos
◆ Fabrizio Mejía Madrid: Conmemoran aniversario de la muerte de Lenin en Rusia — Proceso
◆ Segundo Congreso Mundial sobre Marxismo tendrá lugar en Beijing — Xinhua
◆ Debate entre Andrew Kliman & Fred Moseley — Tiempos Críticos
◆ David McNally & Sue Ferguson: “Social Reproduction Beyond Intersectionality: An Interview” — Marxismo Crítico
◆ Gustavo Hernández Sánchez: “Edward Palmer Thompson es un autor que sí supo dar un giro copernicano a los estudios marxistas” — Rebelión
◆ Alberto Maldonado: Michael Heinrich en Bogotá: El Capital de Marx es el misil más terrible lanzado contra la burguesía — Palabras al Margen
◆ Leonardo Cazes: En memoria de Itsván Mészáros — Rebelión (Publicada en O Globo)
◆ Entrevista con István Mészáros realizada por la revista persa Naghd’ (Kritik), el 02-06-1998: “Para ir Más allá del Capital” — Marxismo Crítico
◆ Rosa Nassif: “El Che no fue solo un hombre de acción sino un gran teórico marxista” — Agencia de Informaciones Mercosur AIM
◆ Entrevista a Juan Geymonat: Por un marxismo sin citas a Marx — Hemisferio Izquierdo
◆ Juliana Gonçalves: "El Capital no es una biblia ni un libro de recetas", dice José Paulo Netto [Português ] — Brasil de Fato
◆ Entrevista a Michael Heinrich: El Capital: una obra colosal “para desenmascarar un sistema completo de falsas percepciones” — Viento Sur
◆ Alejandro Katz & Mariano Schuster: Marx ha vuelto: 150 años de El Capital. Entrevista a Horacio Tarcus — La Vanguardia
◆ Salvador López Arnal: Entrevista a Gustavo Hernández Sánchez sobre "La tradición marxista y la encrucijada postmoderna" — Rebelión
◆ Jorge L. Acanda: "Hace falta una lectura de Marx que hunda raíces en las fuentes originarias del pensamiento de Marx" — La Linea de Fuego

— Notas sobre Lenin y la Revolución de Octubre
◆ Guillermo Almeyra: Qué fue la Revolución Rusa — La Jornada
◆ Jorge Figueroa: Dos revoluciones que cambiaron el mundo y el arte — La Gaceta
◆ Gilberto López y Rivas: La revolución socialista de 1917 y la cuestión nacional y colonial — La Jornada
◆ Aldo Agosti: Repensar la Revolución Rusa — Memoria
◆ Toni Negri: Lenin: Dalla teoria alla pratica — Euronomade
◆ Entretien avec Tariq Ali: L’héritage de Vladimir Lénine — Contretemps
◆ Andrea Catone: La Rivoluzione d’Ottobre e il Movimento Socialista Mondiale in una prospettiva storica — Marx XXI
◆ Michael Löwy: De la Revolución de Octubre al Ecocomunismo del Siglo XXI — Herramienta
◆ Serge Halimi: Il secolo di Lenin — Rifondazione Comunista
◆ Víctor Arrogante: La Gran Revolución de octubre — El Plural
◆ Luis Bilbao: El mundo a un siglo de la Revolución de Octubre — Rebelión
◆ Samir Amin: La Revolución de Octubre cien años después — El Viejo Topo
◆ Luis Fernando Valdés-López: Revolución rusa, 100 años después — Portaluz
◆ Ester Kandel: El centenario de la Revolución de octubre — Kaos en la Red
◆ Daniel Gaido: Come fare la rivoluzione senza prendere il potere...a luglio — PalermoGrad
◆ Eugenio del Río: Repensando la experiencia soviética — Ctxt
◆ Pablo Stancanelli: Presentación el Atlas de la Revolución rusa - Pan, paz, tierra... libertad — Le Monde Diplomatique
◆ Gabriel Quirici: La Revolución Rusa desafió a la izquierda, al marxismo y al capitalismo [Audio] — Del Sol

— Notas sobre la película “El joven Karl Marx”, del cineasta haitiano Raoul Peck
◆ Eduardo Mackenzie:"Le jeune Karl Marx ", le film le plus récent du réalisateur Raoul Peck vient de sortir en France — Dreuz
◆ Minou Petrovski: Pourquoi Raoul Peck, cinéaste haïtien, s’intéresse-t-il à la jeunesse de Karl Marx en 2017? — HuffPost
◆ Antônio Lima Jûnior: [Resenha] O jovem Karl Marx – Raoul Peck (2017) — Fundaçâo Dinarco Reis
◆ La película "El joven Karl Marx" llegará a los cines en el 2017 — Amistad Hispano-Soviética
◆ Boris Lefebvre: "Le jeune Karl Marx": de la rencontre avec Engels au Manifeste — Révolution Pernamente

— Notas sobre el maestro István Mészáros, recientemente fallecido
◆ Matteo Bifone: Oltre Il Capitale. Verso una teoria della transizione, a cura di R. Mapelli — Materialismo Storico
◆ Gabriel Vargas Lozano, Hillel Ticktin: István Mészáros: pensar la alienación y la crisis del capitalismo — SinPermiso
◆ Carmen Bohórquez: István Mészáros, ahora y siempre — Red 58
◆ István Mészáros: Reflexiones sobre la Nueva Internacional — Rebelión
◆ Ricardo Antunes: Sobre "Más allá del capital", de István Mészáros — Herramienta
◆ Francisco Farina: Hasta la Victoria: István Mészáros — Marcha
◆ István Mészáros in memoriam : Capitalism and Ecological Destruction — Climate & Capitalism.us