"No hay porvenir sin Marx. Sin la memoria y sin la herencia de Marx: en todo caso de un cierto Marx: de su genio, de al menos uno de sus espíritus. Pues ésta será nuestra hipótesis o más bien nuestra toma de partido: hay más de uno, debe haber más de uno." — Jacques Derrida

16/11/16

Karl Marx, il filosofo più "mondano" — The Most Worldly Philosopher

Zoltan Zigedy 
Karl Marx ✆ Wiaz 

Karl Marx salta fuori nei posti più improbabili. Due decadi e mezza dopo che molti tra i noti intellettuali europei e statunitensi avevano gioiosamente annunciato che d'ora in avanti le idee di Marx sarebbero state irrilevanti, il The Wall Street Journal ci offre un dibattito sorprendentemente misurato sul suo pensiero sotto il titolo "Il filosofo più mondano" (The Most Worldly Philosopher, 10.12.2016). L'autore, Jonathan Steinberg, rampollo emerito di Cambridge e professore all'Università di Pennsylvania, conclude così: "Marx ha lasciato un'eredità di idee potenti che non possono essere abbandonate come una obsoleta fantasia di un clima intellettuale scomparso" e ciò ha stimolato "… la crescita dei partiti Marxisti e di milioni di persone che hanno accettato quell'ideologia per tutto il corso del XX secolo. Quella era la filosofia certamente più in voga."

English
Mi piacerebbe credere che gli editori del WSJ, che hanno stampato il seguente occhiello sull'articolo a tutta pagina, stessero godendosi un buffo intermezzo nell'odierna patetica stagione elettorale: "Agli oppressi è concesso una volta ogni pochi anni di decidere quali particolari rappresentanti della classe dominante possano rappresentarli e reprimerli" La felice citazione, attribuita a Marx da Lenin (più probabilmente una parafrasi di Engels) non ha mai cittadinanza nei discorsi degli amici dei due mali meno peggiori i quali sbraitano ogni quattro anni che sono le elezioni a cambiare tutto.

Il professor Steinberg sfrutta l'opportunità di una recensione di un libro attuale su Karl Marx di Gareth Stedman Jones per condividere alcuni dei suoi punti di vista  su Marx. E, a giudicare da alcune delle sue attribuzioni al libro di Jones, ciò è buona cosa. Stedman Jones, come molti dei suoi contemporanei d'accademia, un tempo si riteneva una sorta di marxista, ma solo finché Marx rimase di moda. Con il cambiare dei tempi, le identità si sgretolano, una riflessione spiacevole a farsi sull'integrità delle discipline umanistiche nell'accademia. Non c'è da meravigliarsi che solo pochi studenti si battano per avere curriculum pieni di discipline umanistiche.

Sebbene per niente seguace delle idee di Marx, Sternberg ne mostra un sano rispetto e una volontà di differenziarsi in modo intellettualmente onesto; non c'è nessuna conta da libro nero del comunismo delle vittime delle idee di Marx, nessuna denigrazione delle persone e della moralità dei marxisti; e nessun inno di lode alla gloria del capitalismo che ci si potrebbe aspettare dal Wall Street Journal.
Idee a confronto
Steinberg offre una collezione di sfide al Marxismo che, sebbene né nuove né originali, sono state il cuore di molte critiche da parte degli intellettuali.
          Il cosiddetto "problema della trasformazione"
Sternberg scrive che "Eugen von Böhm-Bawerk, una delle principali figure della scuola economica austriaca, ha dichiarato che [il Capitale di Marx] ha fallito nel fornire una teoria soddisfacente delle relazioni tra il valore ed il prezzo…" Il periodo dopo la morte di Marx, dopo la pubblicazione del terzo volume del Capitale, ha coinciso con il declino dell'economia politica classica e con il sorgere dell'economia basata sulle ricostruzioni formali e matematiche delle relazioni economiche immediate e con la crescita dei rapporti di mercato in relazioni alle disposizioni psicologiche ed alle scelte individuali.

Molti marxisti (incluso Engels), forse eccessivamente impressionati dal rigore professato dai nuovi economisti, accettarono la sfida, costruendo "prove" della relazione quantitativa tra il calcolo del valore di Marx ed il mondo reale dei prezzi. Questo dibattito tra "prove" e "controprove" continua ad ossessionare gli accademici marxisti fino ad oggi, in particolare quelli cresciuti nelle economie borghesi.

Marx cercò solamente di dimostrare una relazione quantitativa approssimativamente ragionevole tra il valore delle merci e il prezzo delle merci. Prezzi e valori sono come il contrasto tra i valori morali condivisi e il sistema legale comune (la giurisprudenza del mondo reale); non è necessario dimostrare una derivazione formale od una rigida correlazione tra un valore morale e il suo corrispettivo legale per sapere se uno è fondato sull'altro. Per certo, sarebbe assurdo sostenere che i sistemi legali non sono definitivamente conformati sui codici morali sottostanti, ma piuttosto che possiedono una notevole esistenza indipendente, unicamente basata sul capriccio del giudice o sulla scelta individuale. Ragionare in questo modo è un'eredità di un positivismo screditato.

La ricerca di una rigorosa dimostrazione che i prezzi possono essere derivati dai valori è un esercizio scolastico che impegna gli accademici, ma è di scarsa rilevanza per il progetto Marxista. Che i valori stiano sotto i prezzi è così certo come la convinzione che la prescrizione morale contro le uccisioni arbitrarie sia la base per tutte le leggi contro l'assassinio. Immaginate, sullo stesso filone, se lo status scientifico della psicologia fosse incatenato ad una dimostrazione formale della relazione tra le disposizioni psicologiche e il comportamento fisico esterno. La psicologia come disciplina scientifica sparirebbe.  E se Böhm-Bawerk e la sua balordaggine fossero ascoltate, il Marxismo come scienza dovrebbe altrettanto sparire!!
          La cosiddetta "tesi dell'impoverimento"
Steinberg scrive: "Nel 1899 anche Eduard Bernstein, uno dei colleghi più vicini ad Engels, attaccò la cosiddetta teoria dell'impoverimento, la quale affermava che la classe operaia fosse destinata a diventare sempre più povera e la concentrazione dell'industra sempre più grande.

Il professor Steinberg, come Bernstein ed altri, interpreta Marx in modo errato su questo punto. Nel Capitale, nelle teorie del plusvalore, del lavoro retribuito e del Capitale, Marx è inequivoco: "Un aumento discreto nella quantità pagata in salario presuppone un rapido aumento del capitale produttivo… Quindi, sebbene le comodità per i lavoratori sono aumentate, la soddisfazione sociale che permettono sono diminuite a paragone delle aumentate comodità dei capitalisti, le quali sono irraggiungibili per i lavoratori, e a paragone con la scala dello sviluppo generale che la società ha raggiunto… Dal momento che la loro natura è sociale, è di conseguenza relativa"

Marx vide chiaramente la miseria dei lavoratori in relazione ai miglioramenti degli standards di vita dei più alti livelli sociali.  Quando la produttività aumenta, le condizioni di vita della classe lavoratrice possono altrettanto aumentare, sebbene diminuiscano, con riferimento ai guadagni della classe capitalista. Il periodo immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale fu uno di quei periodi in cui l'aumento della produttività portò un generale, ma diseguale, aumento degli standards di vita. Liberali e socialdemocratici celebrano questa era come l'età d'oro del capitalismo dal volto umano, ignorando per convenienza il relativo impoverimento della classe operaia, l'aumento dello sfruttamento dei lavoratori.

Comunque, per gran parte degli ultimi quattro decenni, l'impoverimento della classe operaia è stato sia relativo che assoluto, con gli standards di vita dei lavoratori in stagnazione od in declino. Pertanto, noi stiamo vivendo in un periodo anche molto più tragico e più miserabile delle previsioni di Marx.

Il motore per l'impoverimento relativo della classe operaia è la crescita di ciò che Marx chiamò "esercito industriale di riserva dei disoccupati" (disoccupazione), un processo che riduce il potere contrattuale del lavoro a causa di una forza lavoro disperata e pronta all'impiego.  Questa pressione sugli standards di vita della classe operaia è radicalmente mutata nella nostra epoca coll'incarcerazione di massa di potenziali lavoratori (grandemente rappresentati dalle minoranze) nel corso degli ultimi decenni. Mentre l'incarcerazione di massa di oltre due milioni di persone riduce sensibilmente la disoccupazione potenziale ("esercito di riserva") e la concomitante pressione sui salari e sulle comodità, rappresenta il riconoscimento da parte della classe dominante delle esplosive ed anche rivoluzionarie possibilità di molti giovani individui ribelli senza speranza d'impiego nell'economia deindustrializzata del tardo ventesimo secolo. Pertanto, questi vengono messi fuori dall'esercito industriale di riserva attraverso l'incarcerazione.
          Materialismo storico
Il prof. Steinberg è perplesso dalla visione di Marx secondo cui le condizioni socio-economiche all'interno delle quali i popoli sono immersi determinano in gran parte i parametri del loro comportamento. O come Marx più semplicemente ed in modo più eloquente la mette nel Diciotto Brumaio di Luigi Bonaparte: "Gli uomini fanno la propria storia, ma non la fanno in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che essi trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalla tradizione. La tradizione di tutte le generazioni scomparse pesa come un incubo sul cervello dei viventi..." Steinberg cita la più criptica, ma concordante con lo stesso effetto, affermazione nella prefazione del Capitale.

Ma, Steinberg riflette: "Quando, se mai, il lavoratori conoscerebbero ciò che sta loro accadendo? Se la prefazione a "Das Kapital" è nel giusto - che gli umani si comportano secondo le leggi economiche senza consapevolezza né intenzione - come potrebbe mai cambiare il sistema?"

Il professore confonde la ricognizione dei processi storici con la resa al fatalismo

Come la citazione dal Diciotto Brumaio afferma, i lavoratori cambieranno il sistema quando le condizioni socio economiche che si sono storicamente evolute saranno mature, e non prima. I luddisti inglesi del diciannovesimo secolo combatterono ferventemente ma vanamente contro la devastazione capitalista delle loro condizioni di vita. Ma il nascente capitalismo industriale emerse con vitalità per schiacciare un sincero movimento associato col vecchio ordine. Il capitalismo del ventunesimo secolo, come l'ordine a cui erano aggrappati i luddisti, è il vecchio ordine, un sistema decadente ed insostenibile, che porta con se una lotta riuscita ma destinata al fallimento contro la sua dismissione. Marx sostenne che una volta che il sistema avesse esaurito le proprie possibilità, le condizioni socio-economiche sufficienti ai lavoratori per rovesciarlo si sarebbero altrettanto manifestate.

E' precisamente quando le condizioni per un cambiamento rivoluzionario sono apparenti che i lavoratori possono "conoscere ciò che sta accadendo loro" Per assicurare che i lavoratori comprendano e possano afferrare il momento rivoluzionario, Marx - e specialmente Lenin - sottolinearono il bisogno di un partito rivoluzionario, un partito di Comunisti. Quel partito porterà avanti le idee per un nuovo ordine.
          Umanesimo Marxista
Il Prof. Steinberg allude alla "vasta letteratura" su quello che sarebbe stato chiamato come "Umanesimo Marxista". Prendendo spunto dalla pubblicazione e dalla divulgazione dei primi inediti quaderni di Marx (i Manoscritti Economici e Filosofici del 1844) , molti a sinistra fabbricarono ed idealizzarono un Marx quale personificazione dei valori liberali. All'apice della guerra fredda, gli anticomunisti di sinistra abbracciarono il pensiero provvisorio di un giovanissimo Marx - un Marx a tre anni dal conseguimento della sua laurea, pregno di socialriformismo, ancora nuovo al movimento operaio e solo da poco seriamente dedito allo studio della politica economica - e lo presentarono come il vero Marx.

Centrale per la svolta "umanista" fu il concetto chiave di "alienazione", un termine che Marx prese a prestito da Feuerbach. Per il giovane Marx, il termine serviva come provvisorio marcatore delle distanze sociali che si frappongono agli individui nella realizzazione della loro "natura". Da acerbo strumento filosofico qual'era, il concetto chiamava a gran voce l'elaborazione e la raffinazione realizzata dal Marx maturo. Il materialismo storico ha rimpiazzato la velata teologia delle "specie viventi". Concetti come "classe" e "sfruttamento" rimpiazzarono la vaghezza e l'approssimazione del termine "alienazione". Come spiega Dirk Struik: "Quando studiamo l'esposizione di Marx [nei manoscritti] nel dettaglio, troviamo l'inizio della sua analisi matura della società capitalista…" [il corsivo è mio]. Solo l'inizio!

Ma molti scrittori, come Erich Fromm ed Herbert Marcuse, si aggrapparono all'opportunità di profilare "l'alienazione" in un concetto aclassista utile come espressione di ogni forma di divisione sociale - dalla violazione più banale alle crudeltà più orribili.  I liberali annunciarono il nuovo marxismo finché elevava il tedio di una borghesia viziata al livello delle più grandi ingiustizie di classe e di razza. In accordo con tale visione, il nesso con lo sfruttamento capitalistico fu smarrito in un mare di alienazioni sociali. La politica dell'individuo e del personale di oggi deve molto a questo abuso contorto e senza briglie del concetto di alienazione.

Il Marxismo di "quei milioni che accettarono questa ideologia per tutto il corso del XX secolo" come il Prof. Steinberg felicemente lo descrive, non fu il marxismo di una dissoluta gioventù o di una relazione fallita, ma il Marxismo dei bassi salari, delle brutali condizioni di lavoro e delle guerre insanguinate. Ispirato dal maturo Marx, la lotta contro queste condizioni per un nuovo ordine sociale è stato il vero "Umanesimo Marxista".

Traducción para Resistenze.org por los redactores del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
http://zzs-blg.blogspot.it/  
http://www.resistenze.org/




Not@s sobre Marx, Engels y el marxismo

— Coloquio Karl Marx - México, agosto/diciembre de 2017
El Capital. Crítica de la Economía Política, Libro I. El proceso de producción del capital

— Especial: 150 años de la primera edición de El Capital
'Das Kapital' fully digitized — Instituto Internacional de Historia Social de Amsterdam

Diego Guerrero: El Capital de Marx y el capitalismo actual: 150 años más cerca — Público
Manuel Sacristán: Prólogo de la edición catalana de El Capital — Rebelión
José Sarrión Andaluz & Salvador López Arnal: Primera edición de El Capital de Karl Marx, la obra de una vida — Rebelión
Alejandro Katz & Mariano Schuster: Marx ha vuelto: 150 años de El Capital. Entrevista a Horacio Tarcus — La Vanguardia
Sebastián Zarricueta: El Capital de Karl Marx: 150 años — 80°
Leopoldo Moscoso: 'Das Kapital': reloading... — Público
Riccardo Sorrentino: I 150 anni del 'Capitale' e l’equilibrio economico generale — Il Sole 24 Ore
Paula Bach: Una tendencia bajo el fuego de artificio de Piketty — Izquierda Diario
Marcello Musto: La durezza del 'Capitale' — Il Manifesto
Esteban Mercatante: El valor de El Capital de Karl Marx en el siglo XXI — Izquierda Diario
Michael Roberts: La desigualdad a 150 años de El Capital de Karl Marx — Izquierda Diario
Eddy Sánchez: Y con él llegó el escándalo. Marx y El Capital 150 años después — Espai Marx
Ricardo Bada: El Capital en sus 150 años — Nexos
El Capital, un libro que quiso cambiar el mundo — Deutsche Welle
Christoph Driessen: ¿Tenía Marx razón? Se cumplen 150 años de edición de El Capital — El Mundo
Juan Losa: La profecía de Marx cumple 150 años — Público
John Saldarriaga: El Capital, 150 años en el estante — El Colombiano
El Capital de Marx nos explica la crisis actual — Siempre!
Karl Marx: A 150 años de la publicación del primer tomo de El Capital: Prólogo a la primera edición — Análisis Político
Katia Schaer: Il y a 150 ans, Karl Marx publiait ‘Le Capital’, écrit majeur du 20e siècle — RTS Culture
Manuel Bello Hernández: El Capital de Karl Marx, cumple 150 años de su primera edición — NotiMex
Il “Capitale” di Marx, ricerca storica a 150 anni dalla pubblicazione del Volume I — Bergamo News
Entrevista a Michael Heinrich: El Capital: una obra colosal “para desenmascarar un sistema completo de falsas percepciones” — Viento Sur
Robin Clapp: El Capital de Marx cumple 150 años: un análisis y una crítica inigualables del capitalismo, relevante todavía hoy — Werken Rojo
A 150 años de la primera edición de El Capital: Una obra que trascendió a su época — La Arena
La dialéctica de lo abstracto y lo concreto en El Capital de Marx de Evald Vasiliévich Iliénkov — Templando el Acero
'Das Kapital', une oeuvre décisive de déconstruction du système de production, d'échange et d'exploitation capitaliste — Le Chiffon Rouge
Roberto Fineschi: El Capital tras la edición histórico-crítica — Viento Sur
Evidente impronta ha dejado El Capital en estudios en México y el mundo — 20 Minutos
Jérôme Skalski: Lire ‘Le Capital’, un appel au possible du XXIe siècle - L’Humanité

— Otras Notas
Aldo Casas: El marxismo como herramienta para la lucha — La necesidad de la formación en la militancia — La Tinta
Andrea Vitale: La critica di Pareto a Marx: una abborracciatura — Operai e Teoria
Héctor Salazar: Marx, dos aspectos fundamentales en su desarrollo: dialéctica y tránsito del idealismo al materialismo — Marx desde Cero
Annelie Buntenbach: Marx provides us with a glimpse behind the scenes of capitalism — Marx 200
Roman Rosdolky: Marx ésotérique et Marx exotérique — Palim Psao
Lepotier: Marx, Marxisme, Cui bono? — Bella Ciao
La película 'El joven Karl Marx' llegará a los cines en el 2017 — Amistad Hispano-Soviética
Antoni Puig Solé: La Ley del Valor y la ecología en Marx — Lo que somos
Karl Marx y sus "Cuadernos de París" toman vida con ilustraciones de Maguma — El Periódico
Laura "Xiwe" Santillan: La lucha mapuche, la autodeterminación y el marxismo — La Izquierda Diario
Jean-Marc Vittori: Quand Draghi cite le grand Karl — Les Echos
Nelson Fernández: Los hijos uruguayos de Adam Smith y Karl Marx — El Observador
Teresa Macrí: Il filosofo Engels torna a casa — Il Manifesto
José de María Romero Barea: Hölderlin ha leído a Marx y no lo olvida — Revista de Letras
Carta de Marx a Abraham Lincoln tras su reelección como presidente de EEUU y en la que elogia su lucha contra la esclavitud — Ctxt
Konfuzius und Marx am Roten Fluss — Diario Digital
Vladimiro Giacché: Note sui significati di "Libertà" nei Lineamenti di Filosofia del Diritto di Hegel — Il Comunista
Salvador López Arnal: Manuel Sacristán (1925-1985) como renovador de las tradiciones emancipatorias — Rebelión
Paúl Ravelo Cabrera: Marx, Derrida, el Gesto Político y la supercapitalización mundial — Scribb
Dino Greco: In difesa del marxismo — Sollevazione
Alberto Quiñónez: Arte, praxis y materialismo histórico — Rebelión
Sebastiano Isaia: Il Capitale secondo Vilfredo Pareto — Nostromo
Milliere Guy: Le fascisme de gauche gagne du terrain — Les 4 Vérités
De Karl Marx à Mahomet: la diabolique alliance espagnole entre la gauche et les fondamentalistes islamiques — Dreuz Info
Karl Marx & Friedrich Engels: 1. Crítica del Programa de Erfurt y 2. Crítica del Programa de Gotha — Scribb
Josefina L. Martínez: Feminismo & Socialismo marxista - Eleanor Marx, la cuestión de la mujer y el socialismo — Rebelión
John Bellamy Foster: Marx y la fractura en el metabolismo universal de la naturaleza — Scribb
José Manuel Bermudo Ávila: Concepto de Praxis en el joven Marx — Scribb
Francesc Torralba: "Todo lo sólido se desvanece en el aire" - ¿Y si Marx tuviera razón? — Vida Nueva
Michel Husson: Marx, Piketty et Aghion sur la productivité — A l’encontre
El “Dragón Rojo”, en Manchester: Cierran el histórico pub donde Marx y Engels charlaban "entre copa y copa" — BigNews Tonight
El capitalismo se come al bar donde Marx y Engels debatían sobre comunismo — El Español
Carta de Karl Marx al rabino Baruch Levi — Metapedia (Publicada en la "Revue de Paris" el 01-06-1928)
Tony Blair confiesa haber "tanteado el marxismo" — Sputnik
“Karl Marx le Retour” de Howard Zinn — Le Repúblicain Lorrain
Engels y la independencia política de los trabajadores — Marxist Internet Archive
Ante el fallecimiento de Friedrich Engels — OM Radio
Conmemoramos la vida del camarada Engels — Abayarde Rojo.
Cinco aportes de Engels a 122 años de su muerte — Zócalo
Shameel Thahir Silva: Pensando en el nuevo partido de las FARC-EP y su marxismo-leninismo — Rebelión
Vingtras: "Les ingénieurs de l'avenir lumineux" — Mediapart
Carlos Oliva Mendoza: Adolfo Sánchez Vázquez: ¿marxismo radical o crítica romántica? — InfoLibre
Francisco Cabrillo: Cómo Marx cambió el curso de la historia — Expansión
Bernardo Coronel: ¿El marxismo es una ciencia? — La Haine
Sylvain Rakotoarison: Le capitalisme selon Karl Marx — Agora Vox
Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge Morlai
Mónica Zas Marcos: Rosa Luxemburgo, el águila de la izquierda que callaron con una bala — El Diario
Karl Marx & Friedrich Engels: Cartas sobre las ciencias de la naturaleza y las matemáticas — Scribb
La tarjeta de crédito de Karl Marx — Perspectivas
Mordraal: Quelques idées reçues sur Marx — Mediapart
Karl Marx et notre Etat profond français de souche — DeDefensa
Marx, el Estado y la política. Un libro de Antoine Artous — Scribb
Mehdi Touassi: Relire Marx en 2017 — LuxeRadio
Omar Carreón Abud: El Capital fue una obra pensada para enseñar a razonar científicamente a la clase obrera — Crónica de Chihuahua
Un asilo recrea época comunista en Alemania como terapia para los ancianos — Nación 321
Angelo Deiana: Chi possiede veramente oggi i mezzi della produzione? Una rilettura di Marx per comprendere il futuro — Formiche
Karl Marx et le prince-président Macron — DeDefensa
Entre Marx y dos economistas, ¿una práctica criminal o la justificación de un mundo violento? — La Conversación
A los 100 años de su nacimiento, la obra de Eric Hobsbawm sigue siendo referente — La Vanguardia
Eric Hobsbawm: El último marxista de occidente — Milenio
Eric Hobsbawm, el historiador marxista que explicó el siglo XX — Diario de Sevilla
Romain Chiron: Bobigny: La cité Karl Marx se réinvente en quartier résidentiel — Le Parisien
Maciek Wisniewski: Tres despachos sobre György Lukács – La Haine
Quand Youssef Chahed cite Karl Marx (Video) – Huffington Post
Michael Heinrich - Entretien réalisé et traduit par Jérôme Skalski: «Avec Marx, on ne peut pas séparer la vie et l’œuvre» - L’Humanité
Face aux impostures libérales, Marx, penseur capital - L’Humanité
Karl Marx en el diván: la psiquiatría franquista como arma — El País
Andrea Vitale: Lo spettro di Marx — Operai Contro
Daniel Álvaro: El problema de la comunidad. Marx, Tònnies, Weber — (PDF) — Dialnet, Universidad de La Rioja
Marx y la Teoría del Derecho — Scribd
El marxismo y los juegos malabares — Diario de Jerez
Jorge Ortega Reyna & Víctor Hugo Pacheco Chávez: John Berger: Un marxismo para el mañana — Memoria
Daniela Gros: Il giovane Karl Marx — Moked
Saoudi Abdelaziz: 1882. Karl Marx se fait couper la barbe à Alger — Le blog de algerie-infos
Jaime Osorio: La teoría marxista de la dependencia revisitada — Viento Sur