"No hay porvenir sin Marx. Sin la memoria y sin la herencia de Marx: en todo caso de un cierto Marx: de su genio, de al menos uno de sus espíritus. Pues ésta será nuestra hipótesis o más bien nuestra toma de partido: hay más de uno, debe haber más de uno." — Jacques Derrida

◆

"Los hombres hacen su propia historia, pero no la hacen a su libre arbitrio, bajo circunstancias elegidas por ellos mismos, sino bajo aquellas circunstancias con que se encuentran directamente, que existen y les han sido legadas por el pasado. La tradición de todas las generaciones muertas oprime como una pesadilla el cerebro de los vivos. Y cuando éstos aparentan dedicarse precisamente a transformarse y a transformar las cosas, a crear algo nunca visto, en estas épocas de crisis revolucionaria es precisamente cuando conjuran temerosos en su auxilio los espíritus del pasado, toman prestados sus nombres, sus consignas de guerra, su ropaje, para, con este disfraz de vejez venerable y este lenguaje prestado, representar la nueva escena de la historia universal" — Karl Marx

10/1/15

Dal nostro corrispondente Karl Marx, giornalista

► L’autore del Manifesto non aveva un’opinione alta della professione. E polemizzava con l’Economist

Karl Marx ✆ Andrew Becraft 
Davide Vannucci   |   Tesserini non ne aveva, e del resto in Inghilterra gli ordini professionali non esistevano, e non esistono, ma Karl Marx è stato anche un giornalista. A Colonia, per la Rheinische Zeitung, negli anni Quaranta, e soprattutto a Londra, come corrispondente del quotidiano americano New York Daily Tribune, negli anni Cinquanta dell’Ottocento.

Perché non condurre una ricerca sul Marx giornalista, tradurlo ed individuare, nel commento all’attualità, le linee principali del suo pensiero? Lo ha fatto la casa editrice (nonché service editoriale) Corpo 60, selezionando alcuni articoli scritti dal filosofo di Treviri, dal 1852 al 1861, e riunendoli all’interno di un agevole ebook, Dal nostro corrispondente a Londra. Karl Marx giornalista per la New York Tribune (5.99 euro), un’opera che sfrutta tutte le potenzialità del mezzo (ad esempio, attraverso i link alla versioni originali dei pezzi od alle voci wikipedia di nomi ed eventi storici citati negli articoli).

L’autore del Manifesto non aveva un’opinione alta della professione, ed è sufficiente leggere le sue lettere ad Engels per accorgersene. Però quel mestiere da “scribacchino” gli consentiva di riempire lo stomaco - anche se in maniera non del tutto soddisfacente, pare - e di lavorare con minori preoccupazioni economiche alla stesura de Il Capitale. I pezzi selezionati, infatti, si trovano a cavallo dei periodi che Louis Althusser ha identificato come quelli delle “opere della maturazione” (1845-1857) e delle opere della “maturità” (1857-1883).  

Marx, più che un moderno corrispondente, è una sorta di editorialista: commenta i fatti dell’epoca, sia interpretando gli eventi a lui contemporanei, come il conflitto di Crimea o la seconda guerra d’indipendenza italiana, sia raccontando l’evoluzione storica di una certa problematica: la crisi truffaldina del Crédit Mobilier, la  banca privata a cui Napoleone III concesse diritti eccezionali, per finanziare le sue mire - a cui è dedicato un trittico di articoli - oppure i rapporti tra Cina ed Occidente (nello specifico, l’Inghilterra), che ruotano attorno alla questione del commercio dell’oppio (pretesto per lo scoppio di un paio di guerre). In altri casi, Marx rievoca, per ribadire le proprie idee, un passato non troppo lontano (in un pezzo del 1857 discute la crisi monetaria inglese di dieci anni prima).

La cifra stilistica è, spesso, il sarcasmo: l’autore del Capitale non arretra nella polemica e, pur non utilizzando un linguaggio da pamphlet, identifica con chiarezza i suoi bersagli: le presunte virtù del libero mercato e dei suoi cantori - in primo luogo l’Economist (“Quell’illusionista che volge in ottimismo ogni cosa che possa minacciare la pace della comunità mercantile”) e il Times, il cui principale collaboratore è l’economista classico David Ricardo – ma anche le ambizioni cesaristiche di Napoleone III, ribattezzato con spregio “il piccolo Napoleone”, per sostanziare la distanza dal Bonaparte. Difetti del filosofo giornalista: tende ad accumulare fatti, numeri, dettagli, a spiegare anche quello che dovrebbe essere sottinteso. La prosa non è eccessivamente articolata, ma spesso le premesse, con la loro mole, schiacciano l’opinione. In alcuni casi, però, le citazioni, le dichiarazioni ripescate dagli archivi, o dagli statuti (come nel caso dello stesso Crédit Mobilier e del suo presidente, Péreire) servono a smontare le tesi altrui e a rafforzare, di conseguenza, le proprie.

Per la Daily Tribune Marx era incaricato di scrivere editoriali su temi bellici ed economici. Infatti, tra i temi affrontati ci sono le difficoltà affrontate dai militari inglesi in Crimea, nel 1855, pretesto per esercitare un marxianissimo sarcasmo nei confronti della catena di comando dell’esercito di Sua Maestà. Cinque livelli di potere, ciascuno con un diritto di veto implicito nei confronti degli altri. I controlli incrociati, in linea teorica un buon principio operativo, si convertono così nel trionfo della burocrazia: tutti comandano, ma in fondo non comanda nessuno. Il Marx più efficace, come è logico che sia, è però l’economista, che legge la scienza triste in relazione agli eventi politici.  

Per gettare luce sul proprio socialismo, scientifico, smantella il “socialismo imperiale” di Napoleone III, fondato sulle grandi opere pubbliche e su un discutibile sistema creditizio: l’imperatore viene definito il “supremo direttore della grande industria francese”, come se fosse una sorta di direttore generale, perché il suo unico scopo è l’arricchimento personale (si serve dello Stato, scrive, per pagare i propri debiti e quelli dei suoi amici, e per fare soldi a spese della borghesia e degli operai).  Per attaccare le libertà della società borghese, in primo luogo quella di iniziativa economica, Marx ne mette in evidenza ipocrisie e contraddizioni (Il Tesoro anglo-indiano che, “mentre predica in pubblico il libero scambio delle droghe, difende in privato il monopolio della sua manifattura”).

A distanza di 150 anni, è interessante notare come i temi della discussione economica e dei rapporti internazionali non siano cambiati più di tanto. Il protezionismo contro il libero mercato (Marx prende di mira la ricerca continua di sbocchi commerciali, fonte di crisi economiche e di guerre). Oppure la relazione tra l’Occidente e la Cina, che proprio in quegli anni uscì, suo malgrado, da un secolare isolamento (si può ragionevolmente sostenere che quell’epoca fu globalizzata come la nostra, a livello commerciale, e che le barriere economiche furono erette successivamente). Marx discute i costi e i benefici dell’ingresso di Pechino nel Grande Gioco globale, quando il Wto era un acronimo del tutto sconosciuto (“Il futuro insorgere dei popoli d’Europa e i loro prossimi moti per la libertà repubblicana e un’economia di governo possono dipendere più da quanto stia succedendo ora nel Celeste Impero che da qualsiasi altra causa politica esistente”), scrive il 14 giugno del 1853). Anche se la situazione pare rovesciata rispetto ad oggi, perché si parla dell’impatto prodotto dalle manifatture inglesi esportate in Oriente (“Le filature e le tessiture in Cina hanno grandemente sofferto di questa competizione straniera”), un fenomeno che in un articolo successivo, del 1858, tende a minimizzare (“Il risultato delle nostre ampie relazioni non ha affatto concretizzato le giuste aspettative”)

Marx si occupa anche di morti bianche (gli incidenti sul lavoro, causati dai macchinari, sono un bollettino di guerra) o della corruzione dei funzionari addetti alla riscossione delle tasse. C’è spazio anche per una riflessione su Gerusalemme e il tema è quello dei diritti sui luoghi sacri: “Attorno al Santo Sepolcro troviamo un assembramento di tutte le vare sette della Cristianità, dietro la cui pretesa di religiosità si celano altrettante rivalità politiche e nazionali”. Le parole scritte nel 1854, riguardo alle varie confessioni cristiane, sono tristemente attuali, anche se riferite a un contesto diverso (“Il protettorato dei Luoghi Santi è una delle fasi della questione orientale che si riproduce incessantemente, costantemente repressa ma mai risolta”).  

Due pezzi della raccolta sono dedicati alla seconda guerra d’indipendenza italiana. Il primo, scritto alla vigilia dell’intervento dell’alleanza franco-piemontese contro l’Austria, sottolinea l’isolamento diplomatico degli Asburgo, anche a Londra 
“La ben nota simpatia del popolo inglese verso gli italiani”), diffida, come sempre, di Napoleone III e soprattutto vede il conflitto nella penisola in una chiave più ampia (“Una guerra che inizia in una parte d’Europa non finisce dove è cominciata; e se questa è proprio inevitabile, il nostro sincero e sentito desiderio è che possa portare una vera e giusta soluzione della questione italiana e di svariate altre questioni le quali, finché non saranno risolte, continueranno regolarmente a disturbare la pace dell’Europa e quindi a impedire il progresso e la prosperità dell’intero mondo civilizzato”. 
Il secondo articolo, successivo all’armistizio di Villafranca tra Napoleone III e Francesco Giuseppe (l’Austria cede la Lombardia, ma non il Veneto), parla di un accordo fatto sulla testa dell’Italia ed è scettico sull’idea che si tratti della soluzione definitiva. Dopo qualche mese, infatti, Cavour e Garibaldi si incaricheranno di completare l’opera.

◆ El que busca, encuentra...

“Todo lo sólido se desvanece en el aire; todo lo sagrado es profano, y los hombres, al fin, se ven forzados a considerar serenamente sus condiciones de existencia y sus relaciones recíprocas” — Karl Marx

Not@s sobre Marx, marxismo, socialismo y la Revolución 2.0

— Notas notables
◆ Cecilia Feijoo: Apuntes sobre el Concepto de Revolución Burguesa en Karl Marx — Red Diario Digital
◆ Moishe Postone: Il compito della teoria critica oggi: Ripensare la critica del capitalismo e dei suoi futuri — Blackblog Franco Senia
◆ Pierre-Yves Quiviger: Marx ou l'élimination des inégalités par la révolution — Le Point
◆ Hernán Ouviña: Indigenizar el marxismo — La Tinta
◆ Emmanuel Laurentin: Les historiens américains et Karl Marx — France Culture
◆ Adèle Van Reeth: Le Capital de Karl Marx: La fabrique de la plus-value — France Culture
◆ Manuel Martínez Llaneza: Reproches a Marx acerca de El Capital (Bajo la égida de Friedrich Engels) — Rebelión
◆ Victoria Herrera: Marx y la historia — Buzos
◆ Alejandro F. Gutiérrez Carmona: La vigencia del pensamiento marxista — Alianza Tex
◆ Víctor Arrogante: El Capital y las aspiraciones de la clase trabajadora — Nueva Tribuna
◆ Mauricio Mejía: Karl Marx, el poeta de la mercancía — El Financiero
◆ Emmanuel Laurentin: Karl Marx à Paris: 1843-1845 — France Culture
◆ Jacinto Valdés-Dapena Vivanco: La teoría marxista del Che Guevara — Bohemia
◆ Aldo Casas: El marxismo como herramienta para la lucha — La necesidad de la formación en la militancia — La Tinta
◆ Evald Vasiliévich Iliénkov: La dialéctica de lo abstracto y lo concreto en El Capital de Marx — Templando el Acero
◆ Vincent Présumey: Suivi des écrits de Karl Marx / 1837-1848 - Part I, Part II, Part III & Part IV — Mediapart
◆ Roman Rosdolky: Marx ésotérique et Marx exotérique — Palim Psao
◆ Lepotier: Marx, Marxisme, Cui bono? — Bella Ciao
◆ Andrea Vitale: La critica di Pareto a Marx: una abborracciatura — Operai e Teoria
◆ Annelie Buntenbach: Marx provides us with a glimpse behind the scenes of capitalism — Marx 200
◆ Antoni Puig Solé: La Ley del Valor y la ecología en Marx — Lo que somos
◆ Vladimiro Giacché: Note sui significati di "Libertà" nei Lineamenti di Filosofia del Diritto di Hegel — Il Comunista
◆ Salvador López Arnal: Manuel Sacristán (1925-1985) como renovador de las tradiciones emancipatorias — Rebelión
◆ Paúl Ravelo Cabrera: Marx, Derrida, el Gesto Político y la supercapitalización mundial — Scribb
◆ Dino Greco: In difesa del marxismo — Sollevazione
◆ Alberto Quiñónez: Arte, praxis y materialismo histórico — Rebelión
◆ Josefina L. Martínez: Feminismo & Socialismo marxista - Eleanor Marx, la cuestión de la mujer y el socialismo — Rebelión
◆ John Bellamy Foster: Marx y la fractura en el metabolismo universal de la naturaleza — Scribb
◆ José Manuel Bermudo Ávila: Concepto de Praxis en el joven Marx — Scribb
◆ Carlos Oliva Mendoza: Adolfo Sánchez Vázquez: ¿marxismo radical o crítica romántica? — InfoLibre
◆ Bernardo Coronel: ¿El marxismo es una ciencia? — La Haine
◆ Sylvain Rakotoarison: Le capitalisme selon Karl Marx — Agora Vox

— Notas y comentarios sobre El Capital
◆ António Ferraz: Os 150 anos do livro ‘O Capital’, de Karl Marx — Correio do Minho
◆ Horacio Tarcus: Traductores y editores de la “Biblia del Proletariado” - Parte I & Parte II — Memoria
◆ Emmanuel Laurentin: Le Capital, toujours utile pour penser la question économique et sociale? — France Culture
◆ J.M. González Lara: 150 años de El Capital — Vanguardia
◆ Roberto Giardina: Il Capitale di Marx ha 150 anni — Italia Oggi
◆ Alejandro Cifuentes: El Capital de Marx en el siglo XXI — Voz
◆ Marcela Gutiérrez Bobadilla: El Capital, de Karl Marx, celebra 150 años de su edición en Londres — Notimex
◆ Mario Robles Roberto Escorcia Romo: Algunas reflexiones sobre la vigencia e importancia del Tomo I de El Capital — Memoria
◆ Antoni Puig Solé: El Capital de Marx celebra su 150° aniversario — Lo que Somos
◆ Jorge Vilches: El Capital: el libro de nunca acabar — La Razón
◆ Carla de Mello: A 150 años de El Capital, la monumental obra de Karl Marx — Juventud Socialista del Uruguay
◆ Rodolfo Bueno: El Capital cumple 150 años — Rebelión
◆ Diego Guerrero: El Capital de Marx y el capitalismo actual: 150 años más cerca — Público
◆ José Sarrión Andaluz & Salvador López Arnal: Primera edición de El Capital de Karl Marx, la obra de una vida — Rebelión
◆ Sebastián Zarricueta: El Capital de Karl Marx: 150 años — 80°
◆ Marcello Musto: La durezza del 'Capitale' — Il Manifesto
◆ Esteban Mercatante: El valor de El Capital de Karl Marx en el siglo XXI — Izquierda Diario
◆ Michael Roberts: La desigualdad a 150 años de El Capital de Karl Marx — Izquierda Diario
◆ Ricardo Bada: El Capital en sus 150 años — Nexos
◆ Christoph Driessen: ¿Tenía Marx razón? Se cumplen 150 años de edición de El Capital — El Mundo
◆ Juan Losa: La profecía de Marx cumple 150 años — Público
◆ John Saldarriaga: El Capital, 150 años en el estante — El Colombiano
◆ Katia Schaer: Il y a 150 ans, Karl Marx publiait ‘Le Capital’, écrit majeur du 20e siècle — RTS Culture
◆ Manuel Bello Hernández: El Capital de Karl Marx, cumple 150 años de su primera edición — NotiMex
◆ Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge
◆ Jérôme Skalski: Lire Le Capital, un appel au possible du XXIe siècle - L’Humanité
◆ Sebastiano Isaia: Il Capitale secondo Vilfredo Pareto — Nostromo

— Notas y reportajes de actualidad
◆ Román Casado: Marx, Engels, Beatles, ese es el ritmo de Vltava — Radio Praga
◆ María Gómez De Montis: El Manifiesto Comunista nació en la Grand Place — Erasmus en Flandes
◆ Enrique Semo: 1991: ¿Por qué se derrumbó la URSS? — Memoria
◆ Michel Husson: Marx, un économiste du XIXe siècle? A propos de la biographie de Jonathan Sperber — A L’Encontre
◆ César Rendueles: Todos los Marx que hay en Marx — El País
◆ Alice Pairo: Karl Marx, Dubaï et House of cards: la Session de rattrapage — France Culture
◆ Sebastián Raza: Marxismo cultural: una teoría conspirativa de la derecha — La República
◆ Samuel Jaramillo: De nuevo Marx, pero un Marx Nuevo — Universidad Externado de Colombia
◆ Sergio Abraham Méndez Moissen: Karl Marx: El capítulo XXIV de El Capital y el “descubrimiento” de América — La Izquierda Diario
◆ Joseph Daher: El marxismo, la primavera árabe y el fundamentalismo islámico — Viento Sur
◆ Francisco Jaime: Marxismo: ¿salvación a través de la revolución? — El Siglo de Torreón
◆ Michel Husson: Marx, Piketty et Aghion sur la productivité — A l’encontre
◆ Guido Fernández Parmo: El día que Marx vio The Matrix — Unión de Trabajadores de Prensa de Buenos Aires
◆ Cest: Karl Marx y sus "Cuadernos de París" toman vida con ilustraciones de Maguma — El Periódico
◆ Leopoldo Moscoso: 'Das Kapital': reloading... — Público
◆ Laura "Xiwe" Santillan: La lucha mapuche, la autodeterminación y el marxismo — La Izquierda Diario
◆ José de María Romero Barea: Hölderlin ha leído a Marx y no lo olvida — Revista de Letras
◆ Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge Morlai
◆ Francisco Cabrillo: Cómo Marx cambió el curso de la historia — Expansión
◆ El “Dragón Rojo”, en Manchester: Cierran el histórico pub donde Marx y Engels charlaban "entre copa y copa" — BigNews Tonight
◆ Marc Sala: El capitalismo se come al bar donde Marx y Engels debatían sobre comunismo — El Español

— Notas sobre debates, entrevistas y eventos
◆ Fabrizio Mejía Madrid: Conmemoran aniversario de la muerte de Lenin en Rusia — Proceso
◆ Segundo Congreso Mundial sobre Marxismo tendrá lugar en Beijing — Xinhua
◆ Debate entre Andrew Kliman & Fred Moseley — Tiempos Críticos
◆ David McNally & Sue Ferguson: “Social Reproduction Beyond Intersectionality: An Interview” — Marxismo Crítico
◆ Gustavo Hernández Sánchez: “Edward Palmer Thompson es un autor que sí supo dar un giro copernicano a los estudios marxistas” — Rebelión
◆ Alberto Maldonado: Michael Heinrich en Bogotá: El Capital de Marx es el misil más terrible lanzado contra la burguesía — Palabras al Margen
◆ Leonardo Cazes: En memoria de Itsván Mészáros — Rebelión (Publicada en O Globo)
◆ Entrevista con István Mészáros realizada por la revista persa Naghd’ (Kritik), el 02-06-1998: “Para ir Más allá del Capital” — Marxismo Crítico
◆ Rosa Nassif: “El Che no fue solo un hombre de acción sino un gran teórico marxista” — Agencia de Informaciones Mercosur AIM
◆ Entrevista a Juan Geymonat: Por un marxismo sin citas a Marx — Hemisferio Izquierdo
◆ Juliana Gonçalves: "El Capital no es una biblia ni un libro de recetas", dice José Paulo Netto [Português ] — Brasil de Fato
◆ Entrevista a Michael Heinrich: El Capital: una obra colosal “para desenmascarar un sistema completo de falsas percepciones” — Viento Sur
◆ Alejandro Katz & Mariano Schuster: Marx ha vuelto: 150 años de El Capital. Entrevista a Horacio Tarcus — La Vanguardia
◆ Salvador López Arnal: Entrevista a Gustavo Hernández Sánchez sobre "La tradición marxista y la encrucijada postmoderna" — Rebelión
◆ Jorge L. Acanda: "Hace falta una lectura de Marx que hunda raíces en las fuentes originarias del pensamiento de Marx" — La Linea de Fuego

— Notas sobre Lenin y la Revolución de Octubre
◆ Guillermo Almeyra: Qué fue la Revolución Rusa — La Jornada
◆ Jorge Figueroa: Dos revoluciones que cambiaron el mundo y el arte — La Gaceta
◆ Gilberto López y Rivas: La revolución socialista de 1917 y la cuestión nacional y colonial — La Jornada
◆ Aldo Agosti: Repensar la Revolución Rusa — Memoria
◆ Toni Negri: Lenin: Dalla teoria alla pratica — Euronomade
◆ Entretien avec Tariq Ali: L’héritage de Vladimir Lénine — Contretemps
◆ Andrea Catone: La Rivoluzione d’Ottobre e il Movimento Socialista Mondiale in una prospettiva storica — Marx XXI
◆ Michael Löwy: De la Revolución de Octubre al Ecocomunismo del Siglo XXI — Herramienta
◆ Serge Halimi: Il secolo di Lenin — Rifondazione Comunista
◆ Víctor Arrogante: La Gran Revolución de octubre — El Plural
◆ Luis Bilbao: El mundo a un siglo de la Revolución de Octubre — Rebelión
◆ Samir Amin: La Revolución de Octubre cien años después — El Viejo Topo
◆ Luis Fernando Valdés-López: Revolución rusa, 100 años después — Portaluz
◆ Ester Kandel: El centenario de la Revolución de octubre — Kaos en la Red
◆ Daniel Gaido: Come fare la rivoluzione senza prendere il potere...a luglio — PalermoGrad
◆ Eugenio del Río: Repensando la experiencia soviética — Ctxt
◆ Pablo Stancanelli: Presentación el Atlas de la Revolución rusa - Pan, paz, tierra... libertad — Le Monde Diplomatique
◆ Gabriel Quirici: La Revolución Rusa desafió a la izquierda, al marxismo y al capitalismo [Audio] — Del Sol

— Notas sobre la película “El joven Karl Marx”, del cineasta haitiano Raoul Peck
◆ Eduardo Mackenzie:"Le jeune Karl Marx ", le film le plus récent du réalisateur Raoul Peck vient de sortir en France — Dreuz
◆ Minou Petrovski: Pourquoi Raoul Peck, cinéaste haïtien, s’intéresse-t-il à la jeunesse de Karl Marx en 2017? — HuffPost
◆ Antônio Lima Jûnior: [Resenha] O jovem Karl Marx – Raoul Peck (2017) — Fundaçâo Dinarco Reis
◆ La película "El joven Karl Marx" llegará a los cines en el 2017 — Amistad Hispano-Soviética
◆ Boris Lefebvre: "Le jeune Karl Marx": de la rencontre avec Engels au Manifeste — Révolution Pernamente

— Notas sobre el maestro István Mészáros, recientemente fallecido
◆ Matteo Bifone: Oltre Il Capitale. Verso una teoria della transizione, a cura di R. Mapelli — Materialismo Storico
◆ Gabriel Vargas Lozano, Hillel Ticktin: István Mészáros: pensar la alienación y la crisis del capitalismo — SinPermiso
◆ Carmen Bohórquez: István Mészáros, ahora y siempre — Red 58
◆ István Mészáros: Reflexiones sobre la Nueva Internacional — Rebelión
◆ Ricardo Antunes: Sobre "Más allá del capital", de István Mészáros — Herramienta
◆ Francisco Farina: Hasta la Victoria: István Mészáros — Marcha
◆ István Mészáros in memoriam : Capitalism and Ecological Destruction — Climate & Capitalism.us