"No hay porvenir sin Marx. Sin la memoria y sin la herencia de Marx: en todo caso de un cierto Marx: de su genio, de al menos uno de sus espíritus. Pues ésta será nuestra hipótesis o más bien nuestra toma de partido: hay más de uno, debe haber más de uno." — Jacques Derrida

◆

"Los hombres hacen su propia historia, pero no la hacen a su libre arbitrio, bajo circunstancias elegidas por ellos mismos, sino bajo aquellas circunstancias con que se encuentran directamente, que existen y les han sido legadas por el pasado. La tradición de todas las generaciones muertas oprime como una pesadilla el cerebro de los vivos. Y cuando éstos aparentan dedicarse precisamente a transformarse y a transformar las cosas, a crear algo nunca visto, en estas épocas de crisis revolucionaria es precisamente cuando conjuran temerosos en su auxilio los espíritus del pasado, toman prestados sus nombres, sus consignas de guerra, su ropaje, para, con este disfraz de vejez venerable y este lenguaje prestado, representar la nueva escena de la historia universal" — Karl Marx

16/4/14

Marxismi e Classi

Karl Marx ✆ Roland Beier  
L'affermazione, secondo la quale "la crisi del capitale internazionale è anche la crisi del sistema statale internazionale", così come viene espressa da Sol Picciotto, nel Dibattito sullo Stato di Open Marxism, è un evidente truismo, che, tuttavia, rischia di diventare ambiguo e fuorviante, quando si pensa, o si porta a pensare, che quello che stiamo affrontando non sia un'unica medesima crisi, ma che si possa trattare, invece, di due differenti crisi. Del resto, l'approccio da parte di Simon Clarke allo Stato, avviene nei termini per cui "I nuovi approcci che emergono, conservano l'insistenza socialdemocratica sull'autonomia dello Stato, al fine di sottolineare la specificità della politica e l'irriducibilità della politica ai conflitti economici". Dal momento che per Open Marxism, il "politico" e "l'economico" sono separati in modo irriducibile, ne consegue che, a livello di mercato mondiale, ci sono due crisi separate in modo irriducibile: una crisi economica capitalista, ed una crisi del "sistema Stato"; dove la crisi del capitalismo sarebbe determinata dalla legge del valore e la crisi dello Stato sarebbe determinata dalla lotta di classe.

Il "difetto" dei marxisti classici del periodo fra le due guerre, nelle parole di Picciotto, sarebbe stato quello per cui "Le contraddizioni dell'accumulazione" sono state troppo spesso pensate come 'leggi economiche' operanti dall'esterno sulle relazioni
politiche fra le classi." Ovviamente, l'obiezione pone la domanda: "Dall'esterno di cosa?" La risposta, si limita ad insistere che la "crisi economica" è la crisi di "una forma, storicamente specifica, del dominio di classe".  E' difficile seguire un'argomentazione del genere, che vuole stabilire la "politica" come una sfera separata da quella economica all'interno dei rapporti capitalisti, e questo richiede che vengano ridefiniti i rapporti capitalistici stessi e visti come "una forma, storicamente specifica, del dominio di classe"; cosa che può sembrare buona e giusta, molto lodevole, perfino rivoluzionaria, ma che è del tutto sbagliata: il Capitale non è "una forma, storicamente specifica, del dominio di classe", ma è la produzione del plusvalore. Certo, la produzione di plusvalore è storicamente specifica al capitale, ma va fatta una distinzione estremamente importante - e riguarda il "dominio di classe" - per cui, il capitale (la produzione di plusvalore) attualmente non necessita di alcuna classe capitalista. Non c'è da nessuna parte, nella critica dell'economia politica fatta da Marx, qualcosa che suggerisca che egli credesse che il capitalista fosse vitale per il modo di produzione, qualsiasi senso si dia a questo termine. E se la classe capitalista non è necessaria ai rapporti capitalisti, diventa difficile - se non impossibile - classificare il capitalismo come una forma di dominio di classe.

Infatti, nel Capitale, possiamo trovare la definizione contraria: nel decimo capitolo del I volume, Marx ci mette in guardia dal confondere la personificazione del capitale con il capitale stesso:
"Come capitalista, egli è soltanto capitale personificato. La sua anima è l’anima del capitale. Ma il capitale ha un unico istinto vitale, l’istinto cioè di valorizzarsi, di creare plusvalore, di assorbire con la sua parte costante, che sono i mezzi di produzione, la massa di pluslavoro più grande possibile."
Poi, di nuovo nel III volume, al capitolo 48, dove afferma che "Il capitalista è soltanto il capitale personificato, agisce nel processo di produzione soltanto come depositario del capitale ..."

Secondo Engels, nell'analisi finale, la classe capitalista del Das Kapital sarebbe stata resa del tutto superflua relativamente al modo di produzione, cioè a dire, la figura patriarcale del capitalista del 18° secolo veniva sostituita, col tempo, dallo stesso Stato; il capitale non è una forma di dominazione diretta, bensì una forma di dominio astratto!

Quello che distingue l'epoca borghese da tutte le altre epoche è l'emergere di una classe la quale non ha alcun interesse ad imporsi sulla classe dirigente di quell'epoca. Un assunto del genere è stato fondamentale per Marx, dal momento che, mancando un interesse di classe da imporre contro la classe dirigente, ha così creduto che il proletariato si trovasse perciò nella posizione di porre fine a tutte le classi. Diversamente, per Picciotto, "il più grande contributo di Marx, alla lotta per il socialismo" sarebbe "aver mostrato non solo che lo sviluppo sociale è un processo della lotta di classe, ma aver anche mostrato che la lotta di classe assume differenti forme storiche, nelle differenti società, e che capire queste forme è essenziale ai fini della comprensione della lotta di classe e del suo sviluppo." Ma se questo fosse vero, come potrebbe l'assenza di interesse di classe del proletariato (ad imporsi sulla classe borghese) essere essenziale ai fini della "comprensione della lotta di classe e del suo viluppo? Significherebbe, essenzialmente che, nella misura in cui il proletariato è coinvolto, non si dà lotta di classe.

E, in effetti, Marx usa questo argomento nella sua critica a "Stato e Anarchia" di Bakunin, quando scrive:
(...) "significa che il proletariato agisce ancora, durante il periodo della lotta per abbattere la vecchia società, sulla base di quella vecchia società, e quindi si muove ancora all'interno di forme politiche che ancora ad essa appartengono, non avendo ancora raggiunto, durante questo periodo di lotta, la sua costituzione finale, e impiega, per la sua liberazione, metodi che, dopo tale liberazione, decadranno."
In poche parole, la lotta del proletariato appare  come lotta politica in quanto si muove dentro la forma politica della società borghese. La lotta del proletariato non è lotta politica. "Open Marxism" non si è ancora posto il problema che, per il proletariato, la società borghese è senza classi. Non è un caso che la classe operaia non abbia alcuna coscienza di classe, dal momento che non ha alcuna coscienza delle classi. E questo presunto "difetto" in quella che è la comprensione empirica delle attuali relazioni sociali, da parte del proletariato, significa che la lotta di classe non è il terreno sociale sul quale la classe combatte. Ma per i "Marxisti Aperti" "una teoria materialista dello Stato non comincia chiedendosi in che modo la 'base economica' determini la 'sovrastruttura politica', bensì chiedendosi cosa sia, nei rapporti di produzione sotto il capitalismo, a far sì che esse assumano forme economiche e politiche separate." Il motivo, per i "Marxisti aperti" sarebbe da attribuire allo scambio di merci: "il lavoratore non è assoggettato fisicamente e direttamente al capitalista, il suo assoggettamento è mediato dalla vendita della sua forza lavoro, come merce sul mercato." L'argomento è giusto, ma c'è di più: lo scambio di merci implica competizione tra i venditori e competizione fra gli acquirenti e, inoltre, competizione fra acquirenti e venditori, cioè a dire competizione fra proletari, competizione fra capitalisti e competizione fra proletari e capitalisti. La società borghese è l'epoca della competizione globale fra tutti i membri della società. Le condizioni materiali di questa società, dal momento che non esprimono direttamente, da nessuna parte, quelli che sono gli interessi degli individui che compongono la società, devono prendere una forma che sia indipendente da questa competizione universale. E prende la forma dello Stato democratico, il quale è semplicemente la forma che rende possibili le condizioni più libere possibili per la competizione fra i membri della società. Le condizioni economiche materiali della società borghese presuppongono non solo la separazione dello Stato dalla società, ma anche la sua forma democratica.

I "Marxisti aperti" pensano di poter spiegare perché lo Stato sia separato dalla società, ma, chiaramente, non possono spiegare perché questo Stato, necessariamente, prenda la forma della democrazia. Ci provano mediante un sotterfugio, secondo il quale lo Stato sarebbe separato a causa delle relazioni fra le due grandi classi: la compravendita di forza lavoro presuppone che il lavoratore sia libero di venderla; che sia il proprietario di sé stesso. Sarebbe quest'astrazione (della forza lavoro dal suo immediato processo di produzione, e la sua separazione) a costituire l'economico ed il politico come distinti. Non si trova da nessuna parte, in quest'argomentazione, il fatto che il "capitale" sia suddiviso in capitali in competizione fra loro, né che i proletari siano altrettanto suddivisi in quanto venditori di forza lavoro. Il fatto che la classe borghese è realmente e materialmente divisa fra capitali in competizione significa che da nessuna parte può possedere il potere dello Stato. Il potere dello Stato, piuttosto, esprime gli interessi materiali comuni a questa classe. Gli interessi della classe borghese non possono venire espressi in nessun'altra forma diversa dallo Stato, proprio perché gli interessi della classe, nel suo insieme, non sono in alcun modo gli interessi degli individui che compongono la classe.

English
Anche se la classe capitalista ha provato ad esprimere direttamente i propri interessi (anarco-capitalisti), un tentativo del genere rimane solo una fantasia; gli interessi fra i diversi capitalisti non sono meno antagonistici di quelli di capitalisti e lavoratori. Ogni capitalista è obbligato dalla legge del valore ad incrementare il suo capitale, pena la sua rovina e quella dei suoi competitori. Non c'è niente nella teoria del valore che suggerisca che i capitalisti possano risolvere i loro conflitti per mezzo del loro mutuo interesse in quanto classe (cosa che sarebbe un presupposto necessario per assumere una qualsiasi sorta di ruolo diretto della 'classe'). La separazione fra società e Stato, e la forma democratica di questo, è data dalla competizione fra capitali e non richiede altra spiegazione. Se nonostante questa separazione, dovesse avvenire una fusione fra il capitale totale e lo Stato, ciò non implicherebbe un ruolo diretto della classe capitalista ma, piuttosto, implicherebbe il fatto che la classe capitalista è stata resa superflua per il capitale nazionale. Una conclusione, questa, che può costituire un grosso problema per i "marxisti" la cui nozione di comunismo richiede la presenza di un'altra classe e la presenza della lotta di classe. Ma l'altra classe adesso è stata resa superflua dal progresso stesso del modo di produzione.

◆ El que busca, encuentra...

“Todo lo sólido se desvanece en el aire; todo lo sagrado es profano, y los hombres, al fin, se ven forzados a considerar serenamente sus condiciones de existencia y sus relaciones recíprocas” — Karl Marx

Not@s sobre Marx, marxismo, socialismo y la Revolución 2.0

— Notas notables
◆ Cecilia Feijoo: Apuntes sobre el Concepto de Revolución Burguesa en Karl Marx — Red Diario Digital
◆ Moishe Postone: Il compito della teoria critica oggi: Ripensare la critica del capitalismo e dei suoi futuri — Blackblog Franco Senia
◆ Pierre-Yves Quiviger: Marx ou l'élimination des inégalités par la révolution — Le Point
◆ Hernán Ouviña: Indigenizar el marxismo — La Tinta
◆ Emmanuel Laurentin: Les historiens américains et Karl Marx — France Culture
◆ Adèle Van Reeth: Le Capital de Karl Marx: La fabrique de la plus-value — France Culture
◆ Manuel Martínez Llaneza: Reproches a Marx acerca de El Capital (Bajo la égida de Friedrich Engels) — Rebelión
◆ Victoria Herrera: Marx y la historia — Buzos
◆ Alejandro F. Gutiérrez Carmona: La vigencia del pensamiento marxista — Alianza Tex
◆ Víctor Arrogante: El Capital y las aspiraciones de la clase trabajadora — Nueva Tribuna
◆ Mauricio Mejía: Karl Marx, el poeta de la mercancía — El Financiero
◆ Emmanuel Laurentin: Karl Marx à Paris: 1843-1845 — France Culture
◆ Jacinto Valdés-Dapena Vivanco: La teoría marxista del Che Guevara — Bohemia
◆ Aldo Casas: El marxismo como herramienta para la lucha — La necesidad de la formación en la militancia — La Tinta
◆ Evald Vasiliévich Iliénkov: La dialéctica de lo abstracto y lo concreto en El Capital de Marx — Templando el Acero
◆ Vincent Présumey: Suivi des écrits de Karl Marx / 1837-1848 - Part I, Part II, Part III & Part IV — Mediapart
◆ Roman Rosdolky: Marx ésotérique et Marx exotérique — Palim Psao
◆ Lepotier: Marx, Marxisme, Cui bono? — Bella Ciao
◆ Andrea Vitale: La critica di Pareto a Marx: una abborracciatura — Operai e Teoria
◆ Annelie Buntenbach: Marx provides us with a glimpse behind the scenes of capitalism — Marx 200
◆ Antoni Puig Solé: La Ley del Valor y la ecología en Marx — Lo que somos
◆ Vladimiro Giacché: Note sui significati di "Libertà" nei Lineamenti di Filosofia del Diritto di Hegel — Il Comunista
◆ Salvador López Arnal: Manuel Sacristán (1925-1985) como renovador de las tradiciones emancipatorias — Rebelión
◆ Paúl Ravelo Cabrera: Marx, Derrida, el Gesto Político y la supercapitalización mundial — Scribb
◆ Dino Greco: In difesa del marxismo — Sollevazione
◆ Alberto Quiñónez: Arte, praxis y materialismo histórico — Rebelión
◆ Josefina L. Martínez: Feminismo & Socialismo marxista - Eleanor Marx, la cuestión de la mujer y el socialismo — Rebelión
◆ John Bellamy Foster: Marx y la fractura en el metabolismo universal de la naturaleza — Scribb
◆ José Manuel Bermudo Ávila: Concepto de Praxis en el joven Marx — Scribb
◆ Carlos Oliva Mendoza: Adolfo Sánchez Vázquez: ¿marxismo radical o crítica romántica? — InfoLibre
◆ Bernardo Coronel: ¿El marxismo es una ciencia? — La Haine
◆ Sylvain Rakotoarison: Le capitalisme selon Karl Marx — Agora Vox

— Notas y comentarios sobre El Capital
◆ António Ferraz: Os 150 anos do livro ‘O Capital’, de Karl Marx — Correio do Minho
◆ Horacio Tarcus: Traductores y editores de la “Biblia del Proletariado” - Parte I & Parte II — Memoria
◆ Emmanuel Laurentin: Le Capital, toujours utile pour penser la question économique et sociale? — France Culture
◆ J.M. González Lara: 150 años de El Capital — Vanguardia
◆ Roberto Giardina: Il Capitale di Marx ha 150 anni — Italia Oggi
◆ Alejandro Cifuentes: El Capital de Marx en el siglo XXI — Voz
◆ Marcela Gutiérrez Bobadilla: El Capital, de Karl Marx, celebra 150 años de su edición en Londres — Notimex
◆ Mario Robles Roberto Escorcia Romo: Algunas reflexiones sobre la vigencia e importancia del Tomo I de El Capital — Memoria
◆ Antoni Puig Solé: El Capital de Marx celebra su 150° aniversario — Lo que Somos
◆ Jorge Vilches: El Capital: el libro de nunca acabar — La Razón
◆ Carla de Mello: A 150 años de El Capital, la monumental obra de Karl Marx — Juventud Socialista del Uruguay
◆ Rodolfo Bueno: El Capital cumple 150 años — Rebelión
◆ Diego Guerrero: El Capital de Marx y el capitalismo actual: 150 años más cerca — Público
◆ José Sarrión Andaluz & Salvador López Arnal: Primera edición de El Capital de Karl Marx, la obra de una vida — Rebelión
◆ Sebastián Zarricueta: El Capital de Karl Marx: 150 años — 80°
◆ Marcello Musto: La durezza del 'Capitale' — Il Manifesto
◆ Esteban Mercatante: El valor de El Capital de Karl Marx en el siglo XXI — Izquierda Diario
◆ Michael Roberts: La desigualdad a 150 años de El Capital de Karl Marx — Izquierda Diario
◆ Ricardo Bada: El Capital en sus 150 años — Nexos
◆ Christoph Driessen: ¿Tenía Marx razón? Se cumplen 150 años de edición de El Capital — El Mundo
◆ Juan Losa: La profecía de Marx cumple 150 años — Público
◆ John Saldarriaga: El Capital, 150 años en el estante — El Colombiano
◆ Katia Schaer: Il y a 150 ans, Karl Marx publiait ‘Le Capital’, écrit majeur du 20e siècle — RTS Culture
◆ Manuel Bello Hernández: El Capital de Karl Marx, cumple 150 años de su primera edición — NotiMex
◆ Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge
◆ Jérôme Skalski: Lire Le Capital, un appel au possible du XXIe siècle - L’Humanité
◆ Sebastiano Isaia: Il Capitale secondo Vilfredo Pareto — Nostromo

— Notas y reportajes de actualidad
◆ Román Casado: Marx, Engels, Beatles, ese es el ritmo de Vltava — Radio Praga
◆ María Gómez De Montis: El Manifiesto Comunista nació en la Grand Place — Erasmus en Flandes
◆ Enrique Semo: 1991: ¿Por qué se derrumbó la URSS? — Memoria
◆ Michel Husson: Marx, un économiste du XIXe siècle? A propos de la biographie de Jonathan Sperber — A L’Encontre
◆ César Rendueles: Todos los Marx que hay en Marx — El País
◆ Alice Pairo: Karl Marx, Dubaï et House of cards: la Session de rattrapage — France Culture
◆ Sebastián Raza: Marxismo cultural: una teoría conspirativa de la derecha — La República
◆ Samuel Jaramillo: De nuevo Marx, pero un Marx Nuevo — Universidad Externado de Colombia
◆ Sergio Abraham Méndez Moissen: Karl Marx: El capítulo XXIV de El Capital y el “descubrimiento” de América — La Izquierda Diario
◆ Joseph Daher: El marxismo, la primavera árabe y el fundamentalismo islámico — Viento Sur
◆ Francisco Jaime: Marxismo: ¿salvación a través de la revolución? — El Siglo de Torreón
◆ Michel Husson: Marx, Piketty et Aghion sur la productivité — A l’encontre
◆ Guido Fernández Parmo: El día que Marx vio The Matrix — Unión de Trabajadores de Prensa de Buenos Aires
◆ Cest: Karl Marx y sus "Cuadernos de París" toman vida con ilustraciones de Maguma — El Periódico
◆ Leopoldo Moscoso: 'Das Kapital': reloading... — Público
◆ Laura "Xiwe" Santillan: La lucha mapuche, la autodeterminación y el marxismo — La Izquierda Diario
◆ José de María Romero Barea: Hölderlin ha leído a Marx y no lo olvida — Revista de Letras
◆ Ismaël Dupont: Marx et Engels: les vies extravagantes et chagrines des deux théoriciens du communisme! — Le Chiffon Rouge Morlai
◆ Francisco Cabrillo: Cómo Marx cambió el curso de la historia — Expansión
◆ El “Dragón Rojo”, en Manchester: Cierran el histórico pub donde Marx y Engels charlaban "entre copa y copa" — BigNews Tonight
◆ Marc Sala: El capitalismo se come al bar donde Marx y Engels debatían sobre comunismo — El Español

— Notas sobre debates, entrevistas y eventos
◆ Fabrizio Mejía Madrid: Conmemoran aniversario de la muerte de Lenin en Rusia — Proceso
◆ Segundo Congreso Mundial sobre Marxismo tendrá lugar en Beijing — Xinhua
◆ Debate entre Andrew Kliman & Fred Moseley — Tiempos Críticos
◆ David McNally & Sue Ferguson: “Social Reproduction Beyond Intersectionality: An Interview” — Marxismo Crítico
◆ Gustavo Hernández Sánchez: “Edward Palmer Thompson es un autor que sí supo dar un giro copernicano a los estudios marxistas” — Rebelión
◆ Alberto Maldonado: Michael Heinrich en Bogotá: El Capital de Marx es el misil más terrible lanzado contra la burguesía — Palabras al Margen
◆ Leonardo Cazes: En memoria de Itsván Mészáros — Rebelión (Publicada en O Globo)
◆ Entrevista con István Mészáros realizada por la revista persa Naghd’ (Kritik), el 02-06-1998: “Para ir Más allá del Capital” — Marxismo Crítico
◆ Rosa Nassif: “El Che no fue solo un hombre de acción sino un gran teórico marxista” — Agencia de Informaciones Mercosur AIM
◆ Entrevista a Juan Geymonat: Por un marxismo sin citas a Marx — Hemisferio Izquierdo
◆ Juliana Gonçalves: "El Capital no es una biblia ni un libro de recetas", dice José Paulo Netto [Português ] — Brasil de Fato
◆ Entrevista a Michael Heinrich: El Capital: una obra colosal “para desenmascarar un sistema completo de falsas percepciones” — Viento Sur
◆ Alejandro Katz & Mariano Schuster: Marx ha vuelto: 150 años de El Capital. Entrevista a Horacio Tarcus — La Vanguardia
◆ Salvador López Arnal: Entrevista a Gustavo Hernández Sánchez sobre "La tradición marxista y la encrucijada postmoderna" — Rebelión
◆ Jorge L. Acanda: "Hace falta una lectura de Marx que hunda raíces en las fuentes originarias del pensamiento de Marx" — La Linea de Fuego

— Notas sobre Lenin y la Revolución de Octubre
◆ Guillermo Almeyra: Qué fue la Revolución Rusa — La Jornada
◆ Jorge Figueroa: Dos revoluciones que cambiaron el mundo y el arte — La Gaceta
◆ Gilberto López y Rivas: La revolución socialista de 1917 y la cuestión nacional y colonial — La Jornada
◆ Aldo Agosti: Repensar la Revolución Rusa — Memoria
◆ Toni Negri: Lenin: Dalla teoria alla pratica — Euronomade
◆ Entretien avec Tariq Ali: L’héritage de Vladimir Lénine — Contretemps
◆ Andrea Catone: La Rivoluzione d’Ottobre e il Movimento Socialista Mondiale in una prospettiva storica — Marx XXI
◆ Michael Löwy: De la Revolución de Octubre al Ecocomunismo del Siglo XXI — Herramienta
◆ Serge Halimi: Il secolo di Lenin — Rifondazione Comunista
◆ Víctor Arrogante: La Gran Revolución de octubre — El Plural
◆ Luis Bilbao: El mundo a un siglo de la Revolución de Octubre — Rebelión
◆ Samir Amin: La Revolución de Octubre cien años después — El Viejo Topo
◆ Luis Fernando Valdés-López: Revolución rusa, 100 años después — Portaluz
◆ Ester Kandel: El centenario de la Revolución de octubre — Kaos en la Red
◆ Daniel Gaido: Come fare la rivoluzione senza prendere il potere...a luglio — PalermoGrad
◆ Eugenio del Río: Repensando la experiencia soviética — Ctxt
◆ Pablo Stancanelli: Presentación el Atlas de la Revolución rusa - Pan, paz, tierra... libertad — Le Monde Diplomatique
◆ Gabriel Quirici: La Revolución Rusa desafió a la izquierda, al marxismo y al capitalismo [Audio] — Del Sol

— Notas sobre la película “El joven Karl Marx”, del cineasta haitiano Raoul Peck
◆ Eduardo Mackenzie:"Le jeune Karl Marx ", le film le plus récent du réalisateur Raoul Peck vient de sortir en France — Dreuz
◆ Minou Petrovski: Pourquoi Raoul Peck, cinéaste haïtien, s’intéresse-t-il à la jeunesse de Karl Marx en 2017? — HuffPost
◆ Antônio Lima Jûnior: [Resenha] O jovem Karl Marx – Raoul Peck (2017) — Fundaçâo Dinarco Reis
◆ La película "El joven Karl Marx" llegará a los cines en el 2017 — Amistad Hispano-Soviética
◆ Boris Lefebvre: "Le jeune Karl Marx": de la rencontre avec Engels au Manifeste — Révolution Pernamente

— Notas sobre el maestro István Mészáros, recientemente fallecido
◆ Matteo Bifone: Oltre Il Capitale. Verso una teoria della transizione, a cura di R. Mapelli — Materialismo Storico
◆ Gabriel Vargas Lozano, Hillel Ticktin: István Mészáros: pensar la alienación y la crisis del capitalismo — SinPermiso
◆ Carmen Bohórquez: István Mészáros, ahora y siempre — Red 58
◆ István Mészáros: Reflexiones sobre la Nueva Internacional — Rebelión
◆ Ricardo Antunes: Sobre "Más allá del capital", de István Mészáros — Herramienta
◆ Francisco Farina: Hasta la Victoria: István Mészáros — Marcha
◆ István Mészáros in memoriam : Capitalism and Ecological Destruction — Climate & Capitalism.us